Round da 45 milioni per Worldremit, la startup che vuole rottamare i money transfer (e diventare unicorno)

La startup londinese ha fatto girare in un anno 40 milioni e ne ha raccolti 200 dagli investitori. Adesso Worldremit è pronta al grande salto tra i giganti del fintech

Secondo Deloitte, è una delle società dell’area Emea che cresce più velocemente. WorldRemit è una delle startup che stanno rivoluzionando il processo di trasferimento di denaro da e per l’estero. Non una delle tante: assieme a Transferwise, Currency Fair e poche altre, fa parte di quel ristretto club di aziende fintech che godono di ingenti capitali alle spalle, e sembrano destinate a durare.

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Lo conferma, notizia di oggi, un nuovo round di finanziamenti che la startup londinese ha raccolto da TriplePoint Venture Growth, BDC Corp. e Silicon Valley Bank. Ben 45 milioni di dollari, il che rende l’operazione una delle maggiori in Europa nell’anno appena iniziato. Restando nel campo delle cifre, la startup ha fatturato 39 milioni di dollari nel 2015 e, secondo fonti interne della società, ogni mese gestisce più di 400 mila transazioni.

Ismail Ahmed, Ceo di Worldremit

Ismail Ahmed, Ceo di Worldremit

Non male per una società fondata nel 2010 da un imprenditore somalo, Ismail Ahmed, stanco di dover attraversare tutta Londra, dove si trovava per motivi di studio, per trovare un agente di cambio, e ancora più stanco, una volta trovatolo, di dover pagare esose commissioni per un servizio tutto sommato carente. In pochi anni Ahmed è riuscito ad attirare l’attenzione dei grandi fondi di venture capital, grazie un sistema molto semplice per inviare denaro all’estero, disponibile via web, e tramite applicazioni per tablet e smartphone.

Nel 2014 Accel Partners, uno dei maggiori fondi mondiali, aveva puntato 40 milioni di dollari sulla crescita della startup. Un anno dopo erano arrivati altri 100 milioni, messi a disposizione da un gruppo di investitori. Con quest’ultimo finanziamento, WorldRemit ha raccolto finora in totale quasi 200 milioni di dollari (192,7).

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«Vogliamo consentire alla gente di potersi scambiare soldi ovunque, e in qualsiasi momento – ha commentato Ahmed – Continueremo a costruire partnership con servizi di mobile money, banche e network di trasferimenti di denaro, per far sì che il nostro servizio diventi universale». Al momento, WorldRemit è disponibile in 50 nazioni, fra cui l’Italia. Pur non avendo una versione italiana del sito, e non fornendo dati precisi, l’azienda fa sapere via mail che dal nostro Paese vengono avviati ogni mese migliaia di trasferimenti di denaro, le cosiddette “rimesse”. Questo tipo di servizio è infatti molto popolare soprattutto fra chi si ha scelto, per motivi personali e di lavoro di vivere in un Paese diverso da quello di origine, i cosiddetti “expat”, fra gli studenti stranieri, e fra i migranti, per i quali i servizi via Internet semplificano notevolmente l’invio di soldi ad amici e parenti rimasti a casa.

Uno dei principali vantaggi è che, quasi sempre, i trasferimenti di denaro che viaggiano in questo modo sono pressoché istantanei, anche se i tempi possono allungarsi per alcuni Paesi. Scambiarsi denaro diventa così facile come chattare. E infatti, l’ultima tendenza è quella dei social payments, ossia scambiarsi denaro via Facebook, WhatsApp e simili. Startup come la singaporegna Fastacash, o l’americana Venmo (che appartiene a PayPal) fanno proprio questo, ed è facilmente ipotizzabile che anche servizi come WorldRemit possano prima o poi integrare nella loro offerta questo tipo di opzione.

Federico Guerrini
@fede_guerrini

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