All’Uk piace cashless. Raddoppiati in 2 anni i provider di monete elettroniche

Sono 79 le imprese fintech ufficialmente registrate in Gran Bretagna. E chi vuole rottamare il cashless è messo «al microscopio» da un’autority ad hoc

In Uk il numero di fornitori di moneta elettronica è più che raddoppiato negli ultimi 2 anni. Secondo le analisi di Bovill, società di consulenza e servizi finanziari britannica, nell’ultimo anno c’è stato un aumento significativo del numero di fornitori di moneta elettronica iscritti alla FCA, l’autorità che controlla a regola il potere e la commercializzazione dei prodotti finanziari nel Regno Unito. 79, per la precisione, contro le 38 del 2013.

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A qualcuno piace cashless

Secondo Gillian Roche-Saunders, responsabile del settore Venture Finance di Bovill, «questo è un settore innovativo in rapida evoluzione e ci aspettiamo che il numero di imprese autorizzate continui a crescere molto rapidamente».

«I consumatori e le aziende del Regno Unito sono sempre più a loro agio con l’idea di un’economia cashless, in cui i soldi possono anche non essere mai toccati o visti. E infatti usano carte prepagate, contactless e sistemi di mobile payments, che garantiscono facilità d’uso, efficienza e una maggiore sicurezza», ha aggiunto Roche-Summers.

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“Il Fintech al microscopio”

Secondo le Electronic Money Regulations del 2011, tutti i fornitori di moneta elettronica devono essere registrati e autorizzati dalla FCA e devono soddisfare una serie di criteri rigorosi, tra cui la protezione dei dati dei consumatori e la separazione di denaro del cliente da fondi della società.

«Lo sfondo normativo è complesso e fornitori di moneta elettronica è necessario per garantire che i sistemi, i processi e controlli sono propensi a garantire un elevato livello di protezione dei consumatori. La FCA non ha paura di mettere queste imprese al microscopio», ha concluso il manager britannnico.

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