A Sorgenti di cambiamento si parla di monete complementari

Durante il festival Sorgenti di cambiamento, torna in scena La terza via, il talk che si propone di indagare le possibilità e le opportunità offerte al tessuto economico e sociale dai sistemi di compensazione e dalle monete complementari.

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Il 18 ottobre,  alle ore 21.30, presso il Teatro Massimo di Cagliari nell’ambito del festival Mitzas Sorgenti di cambiamento, torna in scena La Terza Via, il talk che si propone di indagare le possibilità e le opportunità offerte al tessuto economico e sociale dai sistemi di compensazione e dalle monete complementari.

In particolare quest’anno l’accento sarà posto sui rapporti tra pubblico e privato, sulle sinergie possibili, sui punti di forza e sulle eventuali criticità, che saranno discusse alla luce degli studi più recenti e delle esperienze più avanzati esperimenti di moneta complementare oggi in atto in Italia e in Europa.

Numerosi gli ospiti nazionali ed internazionali. Dal mondo accademico interverranno Paolo Dini della London School of Economics e Laura Sartori dell’Università Alma Mater di Bologna autori di alcuni Papers sul tema pubblicati dalla LSE, Leopoldo Sandonà docente di Etica presso la facoltà teologica del Triveneto, Alessandro Spano docente di Economia Aziendale alla facoltà di Economia di Cagliari attualmente impegnato nel primo studio in Italia, finanziato dalla fondazione Banco di Sardegna, che si propone di indagare l’applicabilità da un punto di vista tecnico e contabile, oltre che naturalmente economico, dei sistemi di compensazione al settore pubblico e Luca Fantacci e Massimo Amato della Bocconi autori tra gli altri di “fine della finanza” e “come salvare il mercato dal capitalismo” che da oltre 10 anni si occupano di approfondire il tema delle monete complementari e sistemi di compensazione.

Si parlerà naturalmente anche del progetto Digipay4growth finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di Horizon 2020. L’iniziativa coinvolge sei nazioni e prevede tre progetti di sperimentazione (Spagna, Inghilterra, Italia). Il progetto, primo nel suo genere in Europa, prevede il coinvolgimento di cittadini, pubblica amministrazione e imprese con l’obbiettivo di aumentare la domanda locale, stimolare la circolazione locale del potere d’acquisto ed aumentare l’effetto moltiplicatore della spesa pubblica sul territorio. A parlarne saranno proprio i protagonisti dei progetti di sperimentazione Hank Van Arkel della Stro Fundation, Giuseppe Littera di Sardex.net (capofila del progetto per l’Italia in collaborazione con la Regione Sardegna), Gianluca Cadeddu direttore del CRP della Regione Sardegna, Stephen Clarke, direttore del Bristol Pound CIC e Andreu Honzawa coordinatore del progetto di sperimentazione in Catalogna.

Non mancheranno neppure gli interventi di esponenti del mondo delle Istituzioni particolarmente attente a questi temi. Prenderanno parte al dibattito il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru,  il Presidente della Sfirs Tonino Tilocca, il Sindaco di Busto Arsizio Gianluigi Farioli e Jean-Philippe Magnen Presidente della Commissione interministeriale sulle Monete Complementari istituita dal Governo Francese.

La copertina del talk, condotto da Simeone Latini, sarà affidata all’ironia di Nunzio Caponio mentre il commento musicale sarà scandito dal Sax di Emanuele Contis e dal Pianoforte di Andrea Granitzio. Sarà possibile seguire in diretta lo streaming dell’evento collegandosi sul sito o direttamente sul portale di EjaTV.

Perché la Terza via?
Fin dall’inizio della crisi dell’eurozona il dibattito continentale si è spesso concentrato sulla questione monetaria, considerata da più parti come la base fondante della nostra Unione ed al contempo additata da altri come la causa fondamentale della crisi e degli squilibri all’interno all’area Euro.

Ancora oggi, a oramai 6 anni dall’esplosione della crisi economico finanziaria e nonostante i fiumi di inchiostro versati per perorare una causa piuttosto che l’altra, il dibattito non sembra tuttavia aver fornito spunti rilevanti nell’individuazione di politiche economiche capaci di invertire o anche solo attenuare gli effetti della crisi.

Proprio mentre l’economia reale continua a subire pesanti contraccolpi dovuti all’inefficacia delle politiche finora adottate, le economie dell’eurozona, in particolare quelle dei così detti PIIGS, sembrano intrappolate in pericoloso loop, senza la reale prospettiva di intravedere, per usare una metafora ampiamente abusata negli ultimi anni, la fatidica luce alla fine del tunnel.

Al fine di sfuggire dalle dinamiche, ogni giorno più sterili, del ricorsivo dibattito tra Euroscettici, nostalgici delle divise nazionali, ed Euroentusiasti, dogmatici della moneta unica, riteniamo che possa essere d’aiuto sparigliare le carte e cercare di pensare per un attimo “fuori dalla scatola”. Delineare insieme una nuova direttrice di pensiero tale da poterci indicare quella che abbiamo definito, in maniera di certo un po’ provocatoria, una “terza via”, un nuovo percorso dalle solide basi teoriche e forte di numerose conferme empiriche.

Pertanto lo scopo di questo talk, giunto alla sua seconda edizione, è quello di allargare il dibattito politico ed economico italiano ed europeo e di inserirvi un altro elemento, uno strumento che affiancandosi alla moneta unica ed alle forme tradizionali di credito, possa finalmente rispondere, almeno in parte, alle necessità di un’economia reale soffocata dalla crisi di liquidità e dal Credit Crunch: la moneta complementare ed i sistemi di compensazione.

Sperimentare nuove strade senza mettere in discussione l’Euro
Naturalmente, nessuno di questi strumenti vuole in alcun modo abbattere o sostituirsi all’euro. Tanto meno si tratta di operare una scelta autarchica o peggio separatista. La moneta complementare ha infatti una missione e degli obiettivi completamente diversi: offrire un sostegno concreto all’economia reale, incentivare i rapporti economici di prossimità e rinsaldare i rapporti fiduciari all’interno della comunità in cui opera. Inoltre, si propone di fornire alle imprese e ai distretti industriali strumenti tali da permettere loro di supplire almeno in parte alla crisi di liquidità, aancando al credito tradizionale un sistema che permetta loro di finanziarsi reciprocamente a dei costi contenuti; un sistema che renda la collaborazione economicamente conveniente oltre che, naturalmente, socialmente desiderabile.

La moneta complementare è uno strumento, nient’altro.  Semplicemente un’opportunità in più, che, messa a disposizione delle nostre comunità e debitamente integrata nelle politiche sociali, economiche e culturali, potrebbe rimettere in movimento il ciclo economico e produttivo, contribuendo a rendere il nostro sistema socio-economico più dinamico, eciente, cooperativo e resiliente.

 

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