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Lug 27, 2018

Keesy offre il check-in automatizzato agli host dell’home sharing

Un'app per connettere guest e padrone di casa, una struttura videosorvegliata per il ritiro delle chiavi e un servizio per sbrigare le pratiche burocratiche. Dopo la partnership con Booking.com, Keesy punta ad espandersi

L’home sharing è un mercato in piena espansione, soprattutto in Italia. Migliaia di host pronti a offrire ospitalità nelle proprie abitazioni e milioni di guest che cercano un esperienza di soggiorno nuova e smart. Tanto che, secondo le stime, il nostro è al momento il terzo Paese al mondo per questo giro d’affari.

Eppure molti proprietari restano ancora dubbiosi: troppi impegni (gli ospiti che arrivano in ritardo rispetto agli accordi previsti), troppe noie burocratiche (dalla verifica dell’identità del guest, al pagamento delle tasse di soggiorno). A risolvere questa serie di fastidiosi problemi ci sta provando la startup Keesy che offre il primo servizio automatizzato di self check-in e self check-out, disponibile tutti i giorni (h24) per appartamenti, case vacanza, B&B, residence e affittacamere.

“Quasi un secondo lavoro”

“Sono tutte esperienze che ho vissuto in prima persona” ci racconta Patrizio Donnini, founder di Keesy e anche host con alcuni alloggi in affitto a Firenze. “E così mi sono reso conto che per me non esistevano più tempo libero o festività. Gli imprevisti erano sempre più frequenti e, in un mercato dove basta una recensione negativa per farti perdere clienti, mi ritrovavo al servizio dei miei ospiti”.

 

 

Soluzioni che garantissero una maggiore libertà sul mercato non ce n’erano, né in Italia né all’estero. E allora Patrizio Donnini ne ha realizzata una propria. Keesy (simpatico gioco di parole che unisce “easy” a “key”) prende forma nel maggio 2017 con il claim “My time, your time”. Ma la cosa più sorprendente è che la realtà esistente oggi è l’esatta riproduzione dell’idea brevettata dal suo founder. Segno che fin dall’inizio il progetto era molto chiaro e definito.

4 modi per essere Keesy

Il servizio, che assiste oggi oltre 200 host per un totale superiore ai 500 appartamenti gestiti, consiste in 3 attività distinte ma interconnesse.

 

  • Keesy Point, la parte fisica della startup dove gli ospiti possono effettuare check-in e check-out in totale autonomia. Una struttura videosorvegliata situata in prossimità di stazioni ferroviarie, aeroporti, fermate metro dove, grazie a un codice condiviso con il padrone di casa, ritirare le chiavi e procedere alla scannerizzazione del proprio documento d’identità.

Il founder Patrizio Donnini all'interno di uno dei primi Keesy Point

  • Keesy Digital, il servizio che solleva l’host dalle incombenze della parte burocratica. Una volta completato il check-in, infatti, il servizio inoltra, a norma di legge e praticamente in tempo reale, i documenti dei guest alla questura cittadina. Qualcosa di simile avviene anche per la tassa di soggiorno che viene addebitata su Postepay o riscossa direttamente da Keesy.
  • Keesy App, l’applicazione gratuita – ne sono già state scaricate 3500 – che offre a host e guest un servizio personalizzato e un efficace sistema per rimanere in contatto. Oltreché utili video tutorial che servono ad accogliere l’ospite al suo arrivo e spiegargli le particolarità dell’abitazione in cui è appena entrato.
Non esistevano più tempo libero o festività. Gli imprevisti erano sempre più frequenti e mi ritrovavo al servizio dei miei ospiti

Poca fa abbiamo detto “3 servizi”, anche se in realtà sarebbero 4. Già perché dall’aprile 2018 Keesy offre una nuova funzionalità smart e particolarmente comoda.

 

  • Keesy Street, una struttura digitale pensata per aree di passaggio facili da raggiungere. Un vero distributore costituito da 55 box e uno schermo touch screen per check-in e pagamenti.

Partnership ed espansione

Firenze, Roma e Milano sono le città in cui attualmente siamo più presenti, ma l’obiettivo è portare Keesy in tutto il mondo”, suggerisce Donnini. Un’espansione, quella verso l’estero, che partirà da Spagna (Barcellona) e Francia (Parigi), ma che non verrà gestito direttamente. Almeno in un primo momento. “In questo senso stiamo cercando potenziali partner qualificati e country manager”.

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A certificare la validità del progetto sono però anche le attenzioni di grandi player attivi nel settore del turismo. Ne è un esempio la partnership sbocciata a febbraio 2018 con Booking.com, piattaforma leader a livello mondiale per la prenotazioni online. “Inutile dire che una partnership del genere offre grande visibilità e la possibilità di avvicinare nuovi clienti”.

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