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Giu 20, 2018

Uber: se puoi aspettare paghi di meno

Un dipendente rivela per errore una nuova funzionalità in fase di test a San Francisco e Los Angeles: posticipare la propria corsa in cambio di uno sconto sulla tariffa

Il coniglio dev’essere uscito dal cilindro prima che la funzionalità fosse ufficializzata. Anzi, prima che ce ne fosse anche lontanamente l’idea. Un account executive di Uber, il servizio per chiamare un’auto via app, ha infatti svelato una nuova, interessante modalità di chiamata dei veicoli. Utile, a quanto pare, a risparmiare. Gregory Jacobs, questo il nome dell’uomo, ha diffuso un’immagine di uno strumento che consentirebbe all’utente di aspettare un po’ più di tempo la propria corsa in cambio di uno sconto sulla tariffa.

Il tweet originale

Il tweet originale è inequivocabile. “I prezzi sono più bassi alle 17” dice l’applicazione nella schermata pubblicata dal dipendente. Per aggiungere: “Se partire più tardi non ti cambia molto, chiameremo l’auto alle 17 per un prezzo inferiore”. Il suo commento: “Questa funzione è nuova e sono molto d’accordo”. Jacobs ha ovviamente cancellato il cinguettio a tamburo battente e addirittura convertito il suo account su Twitter in privato (dev’essergli arrivata una strigliata epocale dai piani alti di Market Street a San Francisco) ma ovviamente sul web nulla si cancella e il tweet originale è disponibile qui.

La conferma forzata

Alla fine una portavoce del gruppo guidato da Dara Khosrowshahi – che ha da poco lanciato in Europa il nuovo servizio di condivisione di bici elettriche, Jump, a partire da Berlino – ha dovuto confermare lo scivolone. C’era poco da fare, con uno screenshot dell’applicazione. Spiegando che la funzionalità è in fase di sperimentazione fra i dipendenti di Uber a San Francisco e Los Angeles. Ha raccontato che “la convenienza è una delle ragioni chiave per cui i clienti usano le corse condivise e stiamo sperimentando internamente un modo per risparmiare soldi in cambio di un passaggio in orari più tardi”.

Perché l’idea non è male

Non sarebbe affatto male. Se negli Stati Uniti le tariffe di Uber, Lyft e in generale delle auto a chiamata non sono affatto care e sono anzi una prima scelta per certi tipi di spostamenti, altrove – anche per gli ostacoli politici e legislativi che queste piattaforme hanno trovato e dunque la minore diffusione rispetto agli Stati Uniti – i prezzi sono spesso superiori a un normale taxi. Introdurre un po’ di elasticità in cambio di uno sconto significativo allargherebbe senz’altro la platea degli utenti e arricchirebbe le occasioni d’uso di Uber.

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