Spesa 2.0, a far “quadrare i conti” ci pensano le app per lo share payment

Ristorante, affitto, bollette: esiste l’applicazione giusta per ogni situazione. Il loro obiettivo è rendere più preciso il conteggio delle spese ed evitare le discussioni tra creditori e debitori

Collettiva e digitale. È la spesa 2.0 che in epoca di smartphone e device tecnologici vede moltiplicarsi all’infinito il numero di app pensate per “far quadrare i conti” e salvare le amicizie, soprattutto quando l’amico è particolarmente tirchio o smemorato.  Sì, perché quando si tratta di soldi viene spesso fuori la parte peggiore di noi. C’è chi “spacca il capello in 4” perché non si fida dei conti altrui. Chi si dimentica spesso e volentieri dei debiti propri, ma poi ha una memoria di ferro per quanto riguarda i debiti degli altri. E chi, per vergogna, non si azzarda a chiedere il saldo dovuto sperando che sia il diretto interessato a farsi avanti. Pia illusione. Situazioni di questo genere sono talmente comuni che più di una startup ha pensato a come trovare una soluzione.

 

Splid. La cassa comune diventa digitale

In casa, o in vacanza. Coi coinquilini, o col proprio partner. Da sempre la cassa comune è il sistema più usato per la divisione delle spese. Il problema purtroppo è che, a lungo andare, qualche scontrino si perde e, quando a fine mese arriva il momento di fare i conti, manca sempre qualcosa. L’applicazione Splid rende il tutto più semplice e moderno: ogni componente del gruppo inserisce le spese che ha dovuto sostenere e l’app procede ad un calcolo aggiornato di ciascuna situazione debitoria.

Qualcosa di simile fa anche Splittr, uno degli strumenti preferiti per le vacanze condivise, che, in aggiunta, genera un pdf di riepilogo al termine del viaggio. Splittr possiede anche un vantaggio ulteriore. È in grado di funzionare anche offline e in assenza di connessione. Per la spesa del supermercato, invece, in molti preferiscono l’app Divvy. Basta caricare una fotografia dello scontrino e il dispositivo riconosce automaticamente tutti i prezzi. A quel punto ogni singola voce viene catalogata trascinando l’oggetto nella sezione corrispondente ad ogni persona. E così il conto è presto fatto.

Addio conto “alla romana”

Vi ricordate i tempi delle cene in compagnia e del “facciamo alla romana” proposto da qualcuno quando arrivava a tavola il conto? Beh, se vi ricordate quello, di sicuro non vi sarete dimenticati le immancabili proteste di chi aveva mangiato e speso meno. Per risolvere questo antico problema da oggi possiamo avvalerci di Billr. L’applicazione permette di creare un tavolo digitale e di assegnare a ciascun partecipante una specifica ordinazione con relativo prezzo. Così che a fine cena si possano tirar facilmente le somme, senza che a nessuno rimangano sullo stomaco.

Come in tutte le cose, però, non bisogna esagerare. Altrimenti si rischia di fare la figura del taccagno con annessi soprannomi coloriti ma poco lusinghieri del tipo “Scrooge” o “Zio Paperone”. Esattamente ciò che è capitato ad un ragazzo di New York che ha invitato a cena una sua compagna per poi mandarle su Venmo (app molto diffusa tra i Millennials americani) una notifica che le chiedeva di saldare la sua parte. Il New York Times ha tratto spunto da questa storia per dedicare un articolo alla rinascita della tirchieria nell’era del digital.

Recupero crediti in versione app

L’ultimo passo da compiere lungo questa strada è quello di automatizzare anche il recupero crediti. E c’è chi ha già provveduto in merito. Intendiamoci, niente robot che suonano alla porta armati di mazza da baseball e cattive intenzioni. Semplicemente un’applicazione di nome Splitwise che invia insistenti messaggi ai debitori invitandoli a saldare i propri conti in sospeso.

Ma Splitwise serve anche a tenere un registro spesa aggiornato che cerca di trovare risposte ai grandi problemi della convivenza/condivisione. “Come suddividere le spese in base alle dimensioni della stanza?”, oppure”Quando la tua ragazza diventa la tua coinquilina?”. Soluzioni certe non se ne trovano nemmeno qui, ma utili consigli sì.

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