Redazione

Giu 24, 2016

Lavorare a Wall Street. 8 mosse per passare il primo colloquio e farsi assumere

Un ex manager di Goldman Sachs rivela quali sono le tattiche giuste per affrontare al meglio un colloquio di lavoro. Sono 8 in tutto, eccole.

Se il tuo sogno è lavorare a Wall Street per una delle più grandi banche d’affari al mondo ci sono dei segreti che proprio devi conoscere. Un ex manager di Goldman Sachs (che ha condotto più di 300 colloqui per la multinazionale) offre su Business Insider 8 dritte utili a superare il cosiddetto “first round”, ovvero il temutissimo primo colloquio che i candidati affrontano dopo aver superato il test scritto. Ecco quali sono.

1. Presentati come “uno di casa”

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La preparazione è tutto. Ma bisogna uscire, tuttavia, da un’ottica tradizionale dove preparato è solo chi ha conseguito il massimo dei voti in economia o in altre materie finanziarie. Qui preparazione significa aggiornarsi continuamente sulle vicende dell’azienda, conoscere i retroscena, le ultime notizie che la vedono protagonista. «Queste saranno con ogni probabilità le news di cui  i dipendenti chiacchierano in azienda. I selezionatori desiderano parlare con qualcuno che sembrano già essere parte della famiglia», spiega il manager che nel suo blog rivela un po’ di segreti di Wall Street, alcuni anche scomodi. E per questo preferisce restare anonimo.

2. Immagina di esultare, anche prima del risultato

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Secondo l’ex banchiere è utile proiettarsi in futuro e immaginare di avere successo. Preparare, in altre parole, un atteggiamento positivo sia nella mente, che nel corpo con “le pose del potere”. Le power poses, altro non sono che posizioni che il nostro corpo assume quando vogliamo comunicare che siamo a nostro agio in una situazione e che abbiamo il potere per controllare che tutto vada secondo i piani.  Va da sé che, per preparare corpo e mente in questo modo, bisogna allontanare ansia  e nervosismo che si trasmettono all’interlocutore, danneggiando l’esito del colloquio. La soluzione per vincerle? Basta respirare.

3. Entra nella parte

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Sì c’è anche un po’ di teatro in un colloquio e se sei bravo a calarti subito nella parte puoi fare tanta strada. Parti da una domanda. “Come immagini un banchiere di successo?”. Professionale, sorridente, cortese, con una buona capacità dialettica? Se è questo quello che ti viene in mente, allora preparati per assomigliare a quell’immagine. Ci sono anche dei testi che possono venirti incontro. Come “Le armi della persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì” di Robert B. Cialdini.

4. È come a un primo appuntamento

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Proprio come un primo incontro d’amore. C’è silenzio e imbarazzo all’inizio, poi ti fai coraggio e cerchi dei punti in comune con il partner o la partner (università, sport, città dove sono vissuti). La differenza è che con il selezionatore devi prepararti prima e studiare dal suo profilo Linkedin, Facebook, Twitter, quali sono le cose che potreste avere in comune. Dovrai cercare una connessione.  Anche qui se sei a corto di empatia c’è un libro che fa al caso tuo, “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie.

5. Sorprendilo con le domande giuste

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I migliori colloqui sono quelli nei quali il candidato mostra un interesse genuino verso il lavoro per il quale si propone e l’azienda. Il modo migliore per mettere in mostra il tuo interesse è fare domande. Se non hai nessuna domanda da fare, il selezionatore penserà o che non sei abbastanza brillante o che non sei interessato. In entrambe le opzioni non faresti una bella figura. Cosa puoi fare se hai paura dell’improvvisazione? Prepara una decina di domande. Qui trovi alcuni spunti interessanti per sorprendere il tuo interlocutore. Ecco 3 esempi per metterlo “KO”.

– Se il mio colloquio avrà un buon esito, come dovrò preparami adeguatamente per iniziare  a lavorare per la vostra azienda?

– Come valutate le persone al termine dell’anno lavorativo?

– Cosa le piace di più del lavoro in quest’azienda?

6. Usa la tecnica S.T.A.R.

racconta la tua storia

Un colloquio non è una partita di tennis, con l’interlocutore che ti fa domanda e tu che rispondi. Ma è l’occasione per raccontarti, per sottolineare perché dovrebbero assumerti e cosa hai fatto prima di allora nella tua vita. L’ex manager consiglia di usare una tecnica, la S.T.A.R. acronimi inglesi delle parole “situazione”, “compito”, “azione” e “risultato”.  In poche parole si tratta di immergere il tuo interlocutore all’interno di una tua storia personale. Inizi spiegandogli una situazione difficile in cui ti sei trovato, qual era il compito gravoso che ti era stato chiesto di affrontare, in che modo hai agito per portarlo a termine. E infine che risultati hai ottenuto.

7. Vince sempre l’originalità

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Se hai seguito un po’ questa linea sei già sulla buona strada per offrire una prima buona impressione. Ma tra l’essere bravo e l’essere ricordato c’è una distanza. E sai cosa può colmarla? Solo la tua personalità, la tua capacità di mostrare, anche se in pochi minuti, qual è il tuo X Factor, quello che ti rende unico. D’altronde, un selezionatore mediamente incontra 4-5 candidati al giorno. Devi essere memorabile per vincere la competizione degli altri.

8. Trova un modo per restare in contatto

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Non importa se le cose andranno bene o andranno male, un colloquio in una big bank è anche l’occasione per fare un po’ di sano networking e poi non si sa mai. Quindi chiedi un contatto, trova un modo per legarti al selezionatori e altri membri dell’azienda.