Simone Cosimi

Simone Cosimi

Giu 20, 2017

All’università di Edimburgo c’è un corso in Blockchain: è il primo in Europa

Negli Stati Uniti qualcosa si era mosso tempo fa, per esempio a Stanford. Ora la massiccia richiesta di figure esperte del settore ha spinto lo storico ateneo scozzese a inaugurare un laboratorio dedicato

Il futuro per chi si occupa di Blockchain è più che roseo. Si tratta, come noto, del network di computer nel quale alcuni nodi in particolare si occupano di certificare ciò che accade su quell’autostrada condivisa (che si tratti di gestire la criptovaluta Bitcoin o altri generi di attività) garantendo la sicurezza in virtù della medesima architettura peer-to-peer. In definitiva un registro aperto e condiviso, garantito non più da un ente terzo in grado di fare il bello e il cattivo tempo. Il problema, però, è uno e riguarda i programmatori e gli esperti interessati all’argomento.

Dove possono trovare la giusta preparazione su un ambiente ancora piuttosto intricato come questo?

Domanda in crescita

Secondo gli osservatori la domanda di esperti nel settore crescerà in modo roboante nei prossimi anni. Molti ambiti, dai servizi finanziari al commercio, iniziano infatti a chiedere figure pronte a operare nella ragnatela della Blockchain. “Si tratta di un mercato caldo al momento, molte delle grandi aziende vogliono poter dire di avere un team dedicato alla blockchain” ha spiegato Michael Mainelli, docente per la società di consulenza Z/Yen, al Financial Times. In pratica, ora Blockchain è vista come una risorsa multiforme per diversi campi, dal tracciamento degli supply chain degli alimenti o di altri prodotti agli uffici pubblici, e non (solo) come l’infrastruttura alla base della misteriosa moneta virtuale con cui fare acquisti nei loschi meandri del deep web.

L’investitura europea a Edimburgo

Adesso, oltre ai corsi privati che già esistevano, arriva pure l’investitura accademica europea: quest’anno l’università di Edimburgo diventerà infatti il primo grande ateneo europeo a lanciare un corso dedicato alla Blockchain. “Questa tecnologia è molto recente e serve sempre un po’ di tempo prima che le accademie si allineino agli sviluppi” ha spiegato Aggelos Kiayias, direttore del Blockchain technology laboratory nell’ateneo scozzese inaugurato il mese scorso all’interno della Scuola di informatica.

Le statunitensi in avanscoperta

Oltre a imparare le capacità fondamentali per costruire una blockchain, cioè una rete distribuita, gli aspetti da approfondire saranno molti: “Si potrà imparare moltissimo sulla cybersicurezza semplicemente studiando la Blockchain” ha aggiunto Kiayias. Se le università statunitensi sono state rapide a sposare la tendenza (Stanford ha lanciato un corso sul tema due anni fa, l’università della California-Berkeley ha preso seguito e il Mit ci sta lavorando) quelle europee erano fino ad ora a stomaco vuoto.

Eppure la figura è interessante: un ottimo ingegnere che si occupa di Blockchain può aspirare a un salario da 250mila dollari annui. Di corsi online, da Coursera a quelli della Blockchain University, ce ne sono molti. Vale insomma la pena dirigercisi. Questo, almeno, secondo Jerry Cuomo, vicepresidente di Ibm: “La domanda sta superando l’offerta, ecco perché vedremo nascere delle necessità” ha detto, appaiando la Blockchain ad altri ambiti come cloud e intelligenza artificiale.