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Ago 9, 2018

Walliance, a Firenze l’ultimo progetto del crowdfunding immobiliare

La piattaforma seleziona società e progetti immobiliari che possano interessare agli investitori del crowdfunding. In un anno 6 le campagne completate per oltre 4 milioni raccolti. E ora tocca allo storico Palazzo Cavour di Firenze

Un palazzo storico posizionato in pieno centro storico di Firenze da ristrutturare con la realizzazione di 55 unità abitative e uno spazio adibito ad ufficio. Questo è il progetto proposto dalla AD Capital Srl sulla piattaforma crowdfunding di Walliance.

Palazzo Cavour, protagonista dell'iniziativa immobiliare sulla piattaforma Walliance

Nonostante agosto e le vacanze, Palazzo Cavour si candida a raggiungere presto la soglia dell’overfunding (un milione di euro). Nonché il successo dell’iniziativa immobiliare che già fa segnare un +20% di preliminari di vendita. Un successo per la società che l’ha presentato, ma anche per Walliance che supererebbe così i 5 milioni d’investimenti raggiunti.

Il crowdfunding del real estate

Dallo scorso 12 settembre 2017, la piattaforma di crowdfunding fondata dai fratelli Giacomo e Gianluca Bertoldi ha lanciato e portato a termine 6 diversi progetti (2 pre-adesioni), di cui ben 3 negli States (New York e Miami). Una community da oltre 8 mila utenti profilati (7.500€ d’investimento medio) e con una raccolta d’investimenti da oltre 4 milioni di euro che l’ha catapultata al terzo posto tra le realtà dell’equity crowdfunding italiano. Come rilevato dall’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano.

 

Il segreto? Applicare un sistema di cui spesso si avvalgono le imprese innovative ad un settore tangibile come quello immobiliare: il “mattone” a cui tanto sono attaccati gli investitori italiani di piccola/media grandezza.

“Da un lato c’è un prodotto finanziario come la startup che ha un valore di realizzo previsto nel giro di un determinato numero di anni, ma che può soffrire molto le variazioni del mercato. Dall’altro c’è un investimento in un settore, quello immobiliare, più stabile e dove la volatilità delle valutazioni è limitata”, è l’esempio utilizzato da Giacomo Bertoldi per spiegare la differenza.

 

Quando parte una campagna si sa, dunque, qual è il valore del bene e qual è il valore di mercato attualizzato. Ma come viene scelto un progetto immobiliare? I criteri di riferimento sono diversi: fondamentale è, però, la solidità economica della società che lo propone.

Tu, imprenditore, devi credere per primo nel progetto cui stai lavorando

Vengono scartati, ad esempio, quei progetti che prevedono una esposizione nei confronti di istituti bancari o investitori troppo elevata rispetto al capitale della società a rischio nell’operazione. “Tu, imprenditore, devi credere e rischiare per primo nel progetto, altrimenti perché chiedere ad altri di supportarti economicamente?”. A ciò si aggiungono poi anche documenti e valutazioni indipendenti (Ernst&Young) basate su dati reali che possono essere visionate dai possibili investitori su Walliance.

“Less is more”

Trovare progetti di qualità che rispondano a tutti questi criteri non è semplice. Così si spiega anche il numero ristretto di campagne lanciate dalla piattaforma in quasi un anno di attività. Un’applicazione del concetto “less is more” che richiede allo stesso team Walliance, composto attualmente da 10 persone, massima concentrazione e impegno su ogni iniziativa immobiliare proposta. Ma anche una caratteristica che certifica la credibilità e accuratezza del lavoro svolto.

 

Il futuro passa da un ampliamento della squadra che lavora alla piattaforma. “Proprio ora siamo alla ricerca di un Property Acquisition Manager, una figura con grande esperienza nel settore del real estate che sappia fare analisi dei nuovi progetti ed esplorare il mercato alla ricerca di società interessate alla raccolta di capitale attraverso il crowdfunding”.

Giacomo Bertoldi, CEO di Walliance

Ma anche da una vera e propria riflessione sul mondo degli investimenti. “Insieme a Banca d’Italia stiamo ragionando su un sistema che possa offrire ai risparmiatori con un conto titoli tradizionale, l’opportunità di investire anche su società non quotate. Una piattaforma generica che permetta al pubblico l’investimento in le piccole/medie imprese tramite il proprio istituto di riferimento”.

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