Mag 29, 2018

Marco Scappa (Fintech District): “Vogliamo essere il ‘Gateway’ per l’ecosistema fintech Italiano”

A StartupItalia! l'head di Fintech District commenta il rapporto di Bhive sulla situazione italiana

Come si posiziona Milano all’interno del mondo Fintech? Riesce a competere con le altre importanti città europee? Sarà in grado di recuperare il divario che la separa dalle prime della lista? Tutte domande cui tenta di rispondere, in modo peraltro esaustivo, il report di B-Hive General Overview & Fintech Landscape. Nel testo, vengono analizzate le caratteristiche che possono concorrere a rendere il capoluogo lombardo competitivo e vincente, senza però tralasciare le tante pecche che ci stanno rallentando. Una lettura interessante che consigliamo. Ne parliamo con Marco Scappa, Head of Fintech District.

Intervista a Marco Scappa

Dottor Scappa, nel report, B-Hive afferma che “il settore Fintech non potrà essere incoraggiato e le società internazionali non verranno attirate in Italia senza l’attuazione di un rinnovamento delle regolamentazioni” . Tra le criticità più significative per il settore Fintech, si segnala il contesto legislativo e il supporto del governo: questo è un punto di vista da “esterno”, il vostro qual è?

 

Dal nostro punto di vista l’Italia presenta ancora ostacoli di processo che limitano l’evoluzione dei servizi finanziari a livello locale e che non garantiscono un level playing field, ciò nonostante il trend è in miglioramento; negli ultimi 12 mesi è infatti aumentata la consapevolezza da parte delle istituzioni e delle autorità di vigilanza del valore dell’innovazione e specificatamente dell’innovazione nell’ambito dei servizi finanziari come dimostrato dalla maggiore attenzione allo studio del fenomeno e all’identificazione delle riforme da attuare a supporto dell’ecosistema. La strada è ancora lunga, ma il percorso tracciato è promettente e supporta la strada intrapresa da Milano nel diventare una piazza competitiva a livello internazionale.

 

Leggi anche: Fintech District, le 6 startup italiane presentate agli investitori da B-hive

 

Dottor Scappa, dal report sembra emerge la necessità di un cambiamento culturale per avvicinare gli utenti al mondo del Fintech e a prodotti e servizi che possono impattare in modo positivo sulla loro vita quotidiana. Qual è l’impegno del Fintech District in tal senso?

 

Tra i nostri principali obiettivi c’è proprio quello di favorire la crescita del tasso di diffusione e adozione delle soluzioni offerte dai nostri membri in quanto siamo convinti del loro valore inclusivo. Nel fare ciò come FD ci moviamo sia nei confronti del consumatore finale sia nei confronti di aziende e banche. Verso i primi abbiamo con piacere supportato eventi come il Fintech Innovation by Maker Faire a Roma lo scorso 2 e 3 Maggio, il Fintech Stage Festival e collaboriamo sul territorio con le Università e le associazioni di categoria. E’ tuttavia a favore dei secondi che si concentrano molte delle nostre attività volte allo sviluppo di partnership B2B. Crediamo infatti che il “Cambio di Comportamento” non debba venire solo a livello di singolo individuo ma si traduca in un cambio culturale delle organizzazioni tradizionali orientato alla necessità di rivedere il processo di innovazione in ottica aperta.

 

Come pensate possa evolvere il settore Fintech in Italia?

Siamo convinti che ci sarà una accelerazione nella collaborazione tra nuovi operatori Fintech e operatori finanziari tradizionali (Incumbent). Vedendo quanto è avvenuto in altri settori tecnologici, coerentemente con la nostra visione crediamo che anche nel fintech, i grandi player incumbent, a volte limitati nella loro capacità di innovare dalla loro dimensione e dalla loro cultura più orientata al controllo che alla sperimentazione, dialogando con i nuovi operatori, possano trovare un efficace viatico per crescere e rimanere competitivi.

Il nostro impegno a livello nazionale è quello di favorire l’aumento di competitività di tutto il settore fintech, con progetti e programmi mirati. Puntando ad essere il ‘Gateway’ all’ecosistema fintech Italiano, tra i pillar strategici della nostra mission fin dalla nostra nascita, c’è l’internazionalizzazione e l’incontro con B-Hive va proprio in questa direzione. Prestiamo molta attenzione al dialogo con l’estero, abbiamo già instaurato relazioni attive con 5 Innovation Hub internazionali e già ospitato tre delegazioni europee interessate a conoscere l’ecosistema domestico per valutare collaborazioni. L’impegno, in tal senso, è costante e continuo.

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