Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Mag 10, 2018

FinTechStage Festival 2018, crowdfunding protagonista dell’ultima giornata | VIDEO

L'ultima tappa del #FTSFEST18 passa per Torino: prima nel grattacielo Intesa Sanpaolo e poi in TAG Fondazione Agnelli. L'intervista a Mario Costantini di Neva Finventures: "Così investiamo nei progetti del futuro"

La quarta giornata del FinTechStage Festival fa tappa a Torino per un’intensa kermesse di panel e interventi ospitati in due diverse location.

Appuntamento al mattino nell’elegante grattacielo di Intesa Sanpaolo che con Neva Finvest, la partecipata dedicata agli investimenti nel settore delle financial technologies, è tra i main sponsor dell’evento. Pausa pranzo a seguire e poi via nuovamente, questa volta nell’innovativo spazio TAG Fondazione Agnelli, dietro la stazione di Porta Nuova. Protagonista della giornata, ovviamente, il FinTech, esplorato e discusso nei suoi aspetti più attuali e interessanti: trend del mercato, equity crowdfunding e nuove frontiere del funding.

Un mondo in movimento

“Quali sono gli ultimi trend del FinTech?”, questa la domanda che si pone e pone alla platea Pascal Bouvier, il FinTech Venture Capital Investor cui è spettata la keynote d’apertura.

Difficile dare una risposta, anche se i dati a nostra disposizione ci permettono di fare alcune previsioni:

  • Nei prossimi 15 anni l’Industria 4.0 porterà 14 trilioni di dollari all’economia mondiale nei prossimi 15 anni.
  • Nel 2022 il mercato della Cyber Insurance arriverà a valere 14 miliardi, mentre quello delle interfacce virtuali arriverà a toccare i 20 miliardi.
  • AI, robotica e nanorobotica avranno un impatto sulla nostra società mai visto prima.

“Stiamo entrando in una nuova era”, ha spiegato Pascal Bouvier, “dove ci sarà meno globalizzazione, ma più movimento di idee, di uomini e anche di capitali”.

 

Un passepartout chiamato crowdfunding

La chiave per il futuro potrebbe essere il crowdfunding. Un pensiero molto discusso, soprattutto nel panel “The Crowdfunding World” con gli interventi, tra gli altri, di Alberto Bassi, CEO BacktoWork24, e Giacomo Bertoldi, CEO Walliance.

 

Già, perché il crowdfunding in generale ha cambiato la concezione di investimento. “L’equity crowdfunding, in particolare, viene percepito non come un investimento a scadenza prevista, ma come una partecipazione diretta alla società e al suo progetto”, racconta Bertoldi.

Oggi la vera necessità è regolamentare il crowdfunding e le piattaforme che lo propongono

Ovviamente, è una soluzione con ancora diversi problemi. Primo tra tutti la poca regolamentazione percepita come un grave problema da tutti gli agenti attivi in questo settore. Poi la scarsa mobilità che spesso vincola un investor alla startup per un lungo periodo di anni. Ecco perché in sala qualcuno parla di secondary market, una realtà che renderebbe gli investimenti più mobili e le exit dei finanziatori più semplici.

Tra il pubblico c’è anche qualcuno che si spinge a parlare fin di blockchain, immaginando un possibile e positivo utilizzo di questa tecnologia nel mondo del crowdfunding. Ma a stoppare questo volo pindarico sull’innovazione è Alberto Bassi con una valida critica “La blockchain può essere molto utile per decentralizzare le informazioni sensibili e rendere più trasparente il mercato, ma per ora la vera necessità è regolamentare il crowdfunding e le piattaforme che lo propongono. Questo è il primo passo fondamentale da compiere”.

Un raduno da 3 miliardi

Il successo della quarta giornata di questo FinTechStage Festival è però anche il successo di Neva Finventures. La partecipata di Intesa Sanpaolo è riuscita nella non facile impresa di realizzare un raduno internazionale di investitori del Venture Capital del valore di tre miliardi.

“Quello del Corporate Venture Capital è un mondo collaborativo che attraverso il dialogo permette all’ecosistema di crescere e ai progetti più innovativi di emergere e avere successo”, spiega Mario Costantini, general manager di Intesa Sanpaolo Innovation Center. E in questo mondo Neva Finventures opera con investimenti diretti all’acquisizione di soluzioni e competenze Fintech e sostiene programmi di sviluppo per le startup italiane. Con una dotazione potenziale di 100 milioni di euro che fino a oggi ha deliberato investimenti per 16 milioni di euro.

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“Il nostro modo di agire è semplice: selezioniamo i progetti di valore e realizziamo con loro una partnership, poi valutiamo se c’è una possibilità d’investimento. Altrimenti abbiamo dei programmi di accelerazione, le nostre StartUp Initiative, che accompagnano nello scale up le imprese innovative”.

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