Apr 26, 2018

Tre startup italiane scrivono la blockchain del futuro: Coincrowd, Xriba e Alea

Portare trasparenza nelle ICO, legare le crypto alla contabilità e rivoluzionare il gaming, i progetti ambiziosi di tre founder italiani

C’è chi trova un sistema per portare trasparenza nelle ICO, chi crea una piattaforma per legare le cripto alla contabilità aziendale. Chi è a lavoro per rivoluzionare il modello di business delle agenzie di gioco online. Coincrowd, Xriba e Alea, sono tre dei progetti più interessanti di startup italiane su blockchain. Abbiamo raggiunto i fondatori che raccontano le loro innovazioni e lo stato di sviluppo dei progetti.

Coincrowd, la piattaforma per le ICO

La blockchain sta dimostrando di avere dentro di sé gli anticorpi per risolvere molti dei suoi problemi. Come si sa, le ICO sono un’incredibile opportunità di finanziamento, ma anche un terreno dove le truffe e le insidie per gli investitori non sono poche: «Il rischio non è solo nelle truffe. Anche i progetti fatti in buona fede sono un pericolo per chi investe, la startup può fallire, i membri del team possono avere divergenze sullo sviluppo del progetto e mandare tutto all’aria… Allora, abbiamo inventato un sistema per aumentare l’affidabilità delle ICO con una tipologia di smartcontract, i DAICO», racconta Giulio Di Sano, Ceo di Coincrowd.

Il funzionamento della piattaforma si basa sull’intelligenza artificiale: il protocollo può essere integrato da qualsiasi community che registra il suo progetto. A quel punto un algoritmo di intelligenza artificiale seleziona quelli più interessanti. Dopodiché sono i membri della stessa community di CoinCrowd a votare attraverso un primo commitment in ether. I progetti che ricevono più ether avviano la raccolta. Chi invece ha investito sul progetto perdente può riprendere i coin o spostarli sull’idea più votata.

«Una volta raccolti i finanziamenti, gli ether non vengono dati tutti, ma sono sbloccati solo se le startup raggiungeranno determinati milestone grazie ai DAICO. Nel caso in cui questo non avvenga, la community può sfiduciare il progetto e riprendersi gli ether rimanenti».

CoinCrowd per finanziarsi lancerà una token sale proprio sul meccanismo dei DAICO, applicando il modello a lei stessa, prima che agli altri: «Siamo i primi a sviluppare questo modello a “milestone”».

La vision di Giulio e del suo team è molto ambiziosa, “portare le criptomonete alla gente”. Per questo motivo CoinCrowd ha sviluppato anche un wallet e integra al suo interno un exchange, un modo per offrire agli utenti un’esperienza completa, senza bisogno di rivolgersi a piattaforme terze per completare le transazioni.

Xriba porta le crypto nella contabilità

Legare crypto alla contabilità aziendale. Questa la sfida affascinante di Gianluca Masini Rosati e Federico Pacilli, Ceo e CXO di Xriba. Il progetto nasce da un incontroquasi casuale tra i due. Gianluca, a capo di uno studio di consulenza fiscale, ingaggia Federico per cercare soluzioni innovative per automatizzare il flusso di tesoreria. Così nasce un sistema che consente attraverso l’intelligenza artificiale di leggere i documenti, estrapolarli i dati rilevanti e registrarli in automatico nella contabilità aziendale.

Questo è solo il primo passaggio di un progetto che incontra la blockchain: «Daremo alle aziende in dotazione un nostro business wallet, che consentirà di convertire qualsiasi transazioni in criptovaluta, in euro, associando poi l’operazione a una fattura. Così l’azienda potrà ritrovare direttamente l’operazione all’interno della sua contabilità», spiega Federico.

Xriba lavora poi ad altre soluzioni all’interno della blockchain. Una di queste si pone lo stesso obiettivo di Coincrowd, portare trasparenza nelle ICO: «Il nostro software consentirà agli investitori di controllare in tempo reale come gli ideatori dei progetti di un ICO spendono i soldi e se lo fanno rispetto alle milestone stabilite. Puntiamo così a diventare uno standard per le ICO».

 Xriba cerca finanziamenti attraverso un ICO che partirà il 23 maggio. L’obiettivo è di raccogliere circa 20 milioni.

Alea rivoluziona il betting

Altro progetto di prospettiva è quello di Alea, la blockchain che opera nel mercato del betting. Alea nasce da un’idea di Nextwin, la startup guidata da Alessandro Salvati:

«Alea elimina un anello della catena e consente a chiunque di potersi trasformare in “banco ed effettuare scommesse con altre persone senza alcun intermediario», spiega Alessandro.

Su Alea girerà una criptomoneta, l’Alea Coin, che permetterà agli utenti di divertirsi a fare scommesse, per poi convertire le vincite sulle piattaforme di exchange.

L’idea di Alessandro e del suo team è quella di facilitare così le procedure di registrazione, aumentando il numero di potenziali giocatori, e superare i vincoli territoriali, consentendo agli utenti di tutto il mondo di giocare.

Tuttavia, la scommessa più grande è quella di rivoluzionare il modello di business degli operatori delle scommesse online: «Con la blockchain i guadagni nascono dalle fee sulle transazioni. Questo cambia il modello di business. Gli operatori non avranno più interesse a rendere le giocate sfavorevoli per i giocatori, come fanno oggi per guadagnare. Così offriranno un servizio simile a quello di una compagnia telefonica, mettendo a disposizione l’infrastruttura per le giocate».

A luglio partirà l’ICO con l’obiettivo di ottenere 10 milioni. Qui per saperne di più

Cosa ci dicono 3 innovazioni su futuro e blockchain

Coincrowd, Xriba e Alea, sono tre innovazioni che riassumono bene le sfide della blockchain di oggi e di domani. Quali sono? Abbiamo provato a riassumerle in tre punti.

  1. La blockchain troverà all’interno i suoi anticorpi. Mentre si attendono le regolamentazioni delle ICO, gli innovatori del settore sono già alla ricerca di soluzioni per portare trasparenza nel sistema di raccolta fondi.
  2. Tutto si gioca sull’accessibilità. Servizi sempre più innovativi sul mobile payment, e di facile utilizzo, saranno uno degli elementi quelli che renderanno la blockchain pronta a entrare in un mercato di massa.
  3. La rivoluzione dei modelli di business. I settori in cui sarà più forte la disruption della blockchain saranno quelli in cui esistono modelli di business poco trasparenti e dannosi per i consumatori.

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