Apr 11, 2018

PayPal vuole dare una banca a chi non ce l’ha

La piattaforma di pagamenti sta testando con un ristretto numero di utenti una serie di servizi sviluppati con piccole banche Usa, dalle carte di debito all'accredito dello stipendio

Mentre sbarca (finalmente) anche fra i metodi di pagamento supportati da Samsung Pay, PayPal sta cercando – come Amazon, d’altronde, e sempre per rimanere oltreoceano Square – di trasformarsi in qualcosa di più simile a una vera banca. Un fenomeno molto ampio, questo, che sta scoprendo le ambizioni delle piattaforme di pagamento o di ecommerce, ma non solo, in marcia verso modelli ibridi di credito, forte ovviamente degli intrecci col digitale.

Gli strumenti a disposizione

Secondo il Wall Street Journal PayPal starebbe infatti per rilasciare una serie di servizi tipici degli istituti bancari tradizionali. Per esempio delle carte di debito compatibili con gli sportelli automatici, possibilità di accreditare direttamente lo stipendio o la pensione e, sempre negli Stati Uniti, sottoponendosi alla tutela e al controllo dellaFederal Deposit Insurance Corporation, l’agenzia indipendente del governo degli Stati Uniti istituita dal Glass-Steagall Act del 1933.

Gli accordi con le piccole banche

Curioso, fra l’altro, che PayPal non disponga – almeno negli Usa – di un’autorizzazione a operare come istituto bancario. Ma starebbe pian piano schivando l’ostacolo stringendo delle partnership molto forti con piccole banche che possano fornirle i servizi tipicamente finanziari in modo che il gruppo possa completarli con le sue tecnologie e le sue risorse digitali. Per esempio, se si guarda bene, alcuni servizi che partiranno col cappello di PayPal saranno forniti da un piccolo istituto del Delaware – che gestirà le carte di debito – e una banca della Georgia che gestirà l’accreditamento degli stipendi tramite un sistema e altre banche nello Utah che offriranno prestiti a privati e piccole imprese.

Per il momento PayPal sta offrendo questi servizi a un ristretto numero di clienti, quasi a voler testare il funzionamento e il gradimento. Non sembrano esserci spese mensili o depositi minimi per poter sfruttare le proposte anche se ovviamente rimangono le spese per l’uso di Atm che non aderiscano al network di PayPal e l’1% su un meccanismo utilizzato per gestire gli stipendi. L’obiettivo non è rimpiazzare le banche tradizionali ma proprio il contrario: fornire servizi tipicamente bancari a fasce di utenza che ne sono lontani per età o stato sociale. Un passaggio che secondo Bill Ready, Coo di PayPal, non potrebbe che far bene all’economia digitale.

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