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Mar 1, 2018

Spotify entra in Borsa: Ipo da 1,5 miliardi e direct listing

Il colosso della musica in streaming ha depositato la domanda ufficiale di quotazione. La quotazione a Wall Street avverrà con una procedura che gli permetterà di evitare intermediari

Spotify suonerà anche a Wall Street. La piattaforma di streaming musicale ha ufficialmente depositato il la richiesta di quotazione alla Borsa di New York, con un’Ipo (offerta pubblica iniziale) di 1 miliardo e mezzo di dollari.

 

Il dossier per la quotazione di Spotify

Il dossier presentato dal colosso svedese fornisce alcuni dati interessanti sulla situazione dell’azienda. La società svedese aveva a dicembre 2017 oltre 71 milioni di utenti paganti ed un totale di 159 milioni di utilizzatori gratuiti. Nelle carte depositate alla commissione Usa (Sec), inoltre, Spotify riferisce che i suoi ricavi sono cresciuti di oltre il 38% nel 2017 a quota 4,09 miliardi di euro (4,99 miliardi di dollari) anche se le sue perdite sono cresciute a 1,24 miliardi di euro (1,51 di dollari).

Il meccanismo del direct listing

A Wall Street, Spotify sarà trattata con il simbolo “SPOT”. Ma è interessante sottolineare la procedura attraverso la quale farà il suo approdo in Borsa. L’azienda ha infatti deciso di seguire il meccanismo del “direct listing”, che permetterà di evitare intermediari e dunque di risparmiare sulle commissioni che solitamente vanno corrisposte alle banche e ai broker che organizzano i collocamenti di azioni.

Niente intermediari

Non ci sarà dunque una sollecitazione al pubblico a sottoscrivere nuove azioni. Semplicemente, le azioni di Spotify arriveranno a Wall Street con un prezzo risultante dall’incrocio fra la domanda e l’offerta. Con questa mossa il colosso svedese spera di consolidare il primato nel settore a livello globale, respingendo l’assalto dei rivali, primo fra tutti Apple Music. Spotify ha nella sua offerta 35 milioni di pezzi cui gli utenti possono accedere online istantaneamente. Dopo le iniziali proteste di artisti come Taylor Swift e i Radiohead, tutti ormai accettano di finire su Spotify per verificare la loro popolarità e, indirettamente, vedere crescere o diminuire il loro valore economico sul mercato. Ora la musica è pronta a risuonare anche negli uffici di Wall Street.

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