Simone Cosimi

Simone Cosimi

Gen 9, 2018

Google semplifica i pagamenti e lancia G Pay

Scompaiono Android Pay e Google Wallet. Al loro posto un'unica sigla che, si spera, preluda al lancio di tutte le funzionalità anche nei mercati in cui non sono disponibili

Google semplifica le sue piattaforme di pagamento. Anzi, le riunisce sotto un unico brand: un lapalissiano Google Pay, o anche G Pay (non Play, mi raccomando, quella è un’altra cosa). In altre parole il sistema di pagamento mobile Android Pay (mai arrivato in Italia) e quello di scambio di denaro peer-to-peer Wallet (disponibile da noi) finiscono sotto una sola sigla e condivideranno i dati inseriti dall’utente sull’account. Non dovrebbero esserci, almeno nell’immediato, troppi cambiamenti nel loro funzionamento. Anzi.

Un rebranding

Più che di un lancio, dunque, si tratta di un “rebranding” che tenta di fare un po’ d’ordine – anche considerando altre semplificazioni come l’autocompletamento dei dati sul browser Chrome o i pagamenti su Play Store, il negozio digitale per le applicazioni – di tutte le piattaforme lanciate negli ultimi sette anni. Era infatti il 2011 quando Big G proponeva quel Wallet mai del tutto amato. Intorno al 2015, invece, ha annunciato Android Pay, che però non ha mai coinvolto il nostro mercato. Adesso è tutta un’unica cosa, spiega il vicepresidente del settore Pali Bhat in un post sul blog ufficiale di Mountain View.

Siamo felici di annunciare che metteremo insieme tutti i diversi modi di pagare con Google, da Android Pay a Google Wallet, in un unico brand: Google Pay – ha spiegato Bhat – con Google Pay sarà molto semplice utilizzare le informazioni di pagamento salvate nel proprio account Google, in modo da poter velocizzare le operazioni senza problemi”. Nelle prossime settimane Google Pay sarà disponibile online, nei negozi e su tutte le piattaforme del gruppo. Così come nello scambio di denaro con amici e parenti tramite il “vecchio” Wallet.

Quando in Italia e per intero?

Per questo rilancio sono state strette alcune partnership. Per esempio con Airbnb, Dice, Fandango, Instacart e altre piattaforme. Rimane da vedere in che modo (per forza di cose parziale, in questa prima fase) Google Pay si svilupperà in Italia. Potrebbe tuttavia essere il passo che si aspettava per seguire le orme di Apple Pay e fornire anche nel nostro Paese di pagare con lo smartphone tramite il proprio account su Big G.

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