Round da 891K per Soisy, la startup di social lending che guarda all’ecommerce

Aumento di capitale per il progetto di Pietro Cesati e Andrea Sandro attivo nel settore dei prestiti tra privati

Aumento di capitale da 891 mila euro per Soisy, startup autorizzata come istituto di pagamento da Banca d’Italia, attiva nel settore dei prestiti tra privati (peer-to-peer lending o social lending) e fondata nel 2015 da Pietro Cesati e Andrea Sandro. L’aumento di capitale è stato sottoscritto da soci storici di Soisy insieme a un gruppo di nuovi imprenditori e professionisti. Il 40% della nuova liquidità verrà impiegata per investire sullo sviluppo del prodotto, il 30% verrà impiegato in progetti di marketing e comunicazione, l’importo restante sarà destinato ai costi di gestione della piattaforma.

© soisy.it

La piattaforma

Al centro del progetto di Soisy proprio la piattaforma (Soisy non presta direttamente i soldi), grazie alla quale gli investitori e chi richiede un prestito hanno la possibilità di incontrarsi senza la necessità dell’intermediazione di un istituto bancario. Da novembre 2016 Soisy ha cambiato modello di business, trasformandosi da piattaforma di prestiti a piattaforma di prestiti erogati da privati a privati che acquistano attraverso negozi ed ecommerce partner.

Tecnologia e qualità

Pietro Cesati (ceo di Soisy) ha lavorato nel settore banking & finance per 14 anni, come analista e poi manager in Reuters e Oliver Wyman per poi approdare in banca in UniCredit e poi come Head of Risk Management in BNL BNP Paribas. Anche Andrea Sandro, l’altro founder, viene dal Dipartimento Rischi in BNL. «Puntare sulla tecnologia ha dei costi che è doveroso sostenere per offrire un servizio di qualità oltre che rapido e sicuro – ha dichiarato proprio Pietro Cesati – i nostri soci lo hanno capito benissimo e la fiducia che ci hanno dato investendo o reinvestendo in Soisy dimostra che credono fortemente nel nostro progetto. Siamo fieri di aver creato un business sostenibile capace di creare valore e di crescere a ritmi sostenuti senza che siano ancora intervenuti investitori istituzionali».