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Dic 27, 2017

Ecco le “balene” del Bitcoin: in mille ne posseggono il 40%

Un gruppo di grandi investitori ha in mano quasi la metà della criptovaluta. Ed emergono timori sulle possibili manipolazioni di mercato

Ci risiamo. La concentrazione di capitali nelle mani di pochi non è un problema che riguarda solo le valute classiche ma anche le criptomonete. Almeno secondo quanto rivelato da Bloomberg, secondo quale il 40 per cento del mercato dei bitcoin sarebbe nelle mani di circa mille grandi investitori, ribattezzati “balene”. E c’è chi teme che questa concentrazione possa portare a manipolazioni del mercato.

© Patrik Mollwing for Bloomberg Businessweek

Lo sbarco sul mercato dei future

La criptovaluta, sbarcata sul mercato dei future a dicembre arrivando a valutazioni altissime, è oggetto di interesse di molti. Ma non tutti possono più permettersi di scommettere sulla e-currency più diffusa al mondo. C’è però chi lo aveva fatto in tempi non sospetti e in quantità imponenti. Sono quelle che gli esperti chiamano “balene”. Circa mille grandi investitori che, secondo le stime, detengono all’incirca il 40 per cento dei bitcoin esistenti.

Le “balene”

Una percentuale davvero importante che potrebbe cambiare a breve. Ai prezzi correnti, molte di queste “balene” potrebbero voler vendere parte dei loro bitcoin. Si tratta di attori presenti sul mercato dell’e-currency da tempo e che molto probabilmente si conoscono tra loro. Tanto da poter coordinare le loro azioni, vendendo o comprando o mettendo in piedi operazioni congiunte tutti insieme.

I timori sul mercato

Una possibilità che desta più di una preoccupazione negli analisti e negli investitori. Il timore è che le “balene” possano concordare azioni congiunte avvertendo alcuni investitori e lasciando altri all’oscuro, condizionando e addirittura manipolando il mercato. I regolatori infatti sono stati più lenti della diffusione della criptomoneta. Molte delle regole legate al mondo dell’e-currency sono ancora oscure.

Prezzo alle stelle

Bittrex, un centro di scambio di valuta digitale, ha recentemente scritto ai suoi utenti avvertendo che i loro account potrebbero essere sospesi se si unissero in “gruppi di condizionamento” per manipolare i prezzi per esempio attraverso una strategia concordata di diffusione di notizie o voci online. Tra l’altro, la recente e clamorosa ascesa del prezzo dei bitcoin secondo molti esperti sarebbe di difficile spiegazione, in quanto la criptomoneta non possiede un valore intrinseco.

La concentrazione di capitali

Il punto è capire qual è il confine tra condivisione e raccolta di informazioni, atto pienamente legale e lecito, e quello di influenza e manipolazione del mercato attraverso, appunto, la messa in atto di strategie comuni in grado di andare a scapito di altri investitori, solitamente quelli piccoli. E la concentrazione di capitali sembra persino maggiore per quanto riguarda le criptomonete rispetto alle altre valute. I 100 maggiori investitori di bitcoin possiedono oltre il 17 per cento del volume totale della criptovaluta. Una percentuale che si alza addirittura al 40 per cento per i 100 maggiori investitori di ether, moneta rivale dei bitcoin. Alcuni esperti ritengono che le “balene” stanno investendo così tanto sui bitcoin perché credono nelle potenzialità della moneta digitale a lungo termine. Ma il timore di molti è che se il prezzo dovesse continuare a salire potrebbero decidere di muoversi in altro modo.

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