Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Dic 6, 2017

Sharitaly: al BASE di Milano è di scena l’economia della collaborazione

Una due giorni tra masterclass e conferenze per vedere come sta cambiando il panorama italiano delle imprese. Il futuro? Appartiene a sharing economy e piattaforme di crowdfunding

Sharitaly, l’evento sull’economia della collaborazione, è arrivato alla sua quinta edizione. Una due giorni (5 e 6 dicembre) di masterclass, conference e laboratori serali ospitata allo spazio BASE di Milano. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Milano e sostenuta, come main sponsor, da Leroy Merlin: realtà che punta sull’economia collaborativa come importante asset del suo DNA di un’ azienda-piattaforma.

In particolare, l’appuntamento di quest’anno, dal nome “Platforms in Action”, si pone l’obiettivo di favorire un momento di riflessione sulle trasformazioni in atto nel panorama italiano. Ma anche sulle nuove opportunità che si aprono all’orizzonte.

I temi dell’evento

La sharing economy evolve aprendosi a nuovi modelli di collaborazione con terze parti (sia business sia non profit) nell’intento di generare ulteriori possibilità di crescita attraverso un’offerta diversificata, e di favorire la costruzione di filiere inedite. Ma cresce anche il crowdfunding trainato dall’equity, mentre si amplia il dibattito sui diritti dei lavoratori delle piattaforme. Eppure il modello piattaforma, modello di servizio base dell’economia collaborativa, fatica a trovare spazio. Soprattutto in Italia.

In platea alla sessione plenaria di Sharitaly

Temi complessi al centro del quarto rapporto annuale “La Mappatura delle piattaforme collaborative” a cura di Marta Mainieri di Collaboriamo, l’associazione che da anni cura la realizzazione di Sharitaly. E dal quinto “Report sulle piattaforme di crowdfunding”, realizzato da Ivana Pais (Università Cattolica di Milano) e Claudio Bedino (CEO e founder di Starteed.com). “Siamo in un momento di trasformazione. Nascono nuove opportunità per servizi collaborativi, imprese, cooperative e associazioni che lasciano intravedere la creazione di nuove filiere”, sono le parole di Marta Mainieri.

Tra piattaforme collaborative…

La tendenza attuale porta le piattaforme ad internazionalizzarsi e a volgersi verso nuovi mercati. Questo è quanto emerge da report e analisi presentate durante la prima giornata di Sharitaly.

Vero, i dati ci dicono che, causa la carenza di grandi investimenti, le piattaforme faticano a percorrere questa strada. Ma ci dicono anche che negli imprenditori è sempre più strategica quest’opzione. Soprattutto per incrementare il proprio bacino di customer. Tanto che risulta in forte aumento il numero delle realtà orientate al business.

Fra i settori di spicco della sharing economy si confermano in crescita i servizi alle persone (pari al 20% delle piattaforme analizzate), dove emergono ambiti nuovi come quello immobiliare. Ma  seguono fra gli altri i trasporti, in calo significativo, i servizi di scambio/affitto/vendita, servizi alle imprese, turismo e cultura.

Nuove opportunità che lasciano intravedere la creazione di nuove filiere

Tema di grande attualità è inoltre quello della regolamentazione dei nuovi rapporti di lavoro frutto della gig economy. Opportunità lavorative ancora poco tutelati. Una risposta prova a darla il nuovo modello del platform cooperativism, caratterizzato da piattaforme cooperative fondate sul principio della mutualizzazione dei costi sociali e sulla condivisione collettiva dei rischi del lavoro autonomo.

…e piattaforme di crowdfunding

Il mercato delle piattaforme di crowdfunding è, invece, in forte slancio. Lo dimostra il significativo tasso di crescita (+45% rispetto al 2016) e il superamento della soglia complessiva di investimento di 41 milioni di euro. Il crowdfunding si conferma una realtà sempre più presente nella società moderna. Oltre ad essere uno strumento sempre più importante per finanziare progettualità in diversi ambiti. In particolare, nel 2017 l’equity crowdfunding ha visto un incremento pari al 150%, con una raccolta rivolta a startup e PMI.

Una giornata a Sharitaly

Ma pensare a Sharitaly come ad una marea di dati snocciolati e analizzati dagli speaker sul palco della plenaria sarebbe davvero sbagliato. Abbiamo partecipato alla prima giornata di questo appuntamento e siamo rimasti colpiti non solo dalla precisione di alcuni interventi, ma anche dalla loro capacità di generare empatia.

Sharingart, la mostra che accompagna l'evento sulla sharing economy

Un esempio? “Il fallimento e gli errori da non fare”. Un leggio, una voce e i racconti di tanti che hanno provato a realizzare il proprio sogno senza poi riuscirci. Quasi una pièce teatrale che ha lasciato a bocca aperta l’intera platea. E poi numerose altre conference dalla durata breve ma dal ritmo incalzante. Senza dimenticare la mostra artistica connessa all’evento e i bellissimi quadri davanti cui viene voglia di prendersi un attimo di pausa da dibattiti e analisi.

Per chi volesse farci un salto, Sharitaly prosegue anche oggi. Con argomenti e interventi altrettanto validi e appassionanti.