Giancarlo Donadio

Giancarlo Donadio

Ott 30, 2017

Guia Bolso, 30 mln di finanziamento: “Così il fintech sfida anche la crisi più nera”

Due brasiliani, Thiago Alvarez e Benjamin Gleason, creano una delle fintech più interessanti al mondo. Offrendo credito nel loro paese, durante una crisi economica senza precedenti

Che dietro ogni crisi si nasconda un’opportunità, sembra ormai una frase fatta. Eppure, tante storie di successo dimostrano che, in fin dei conti, è proprio così che funziona il mondo del business. Prendiamo il Brasile: due anni di recessione, la più lunga della sua storia, un tasso di disoccupazione al 13%, e un disavanzo fiscale che corrisponde al 9% del PIL. Questo quadro non ha impedito a due startupper, Thiago Alvarez e Benjamin Gleason, di creare una delle fintech più interessanti del panorama globale. Si chiama Giuia Bolso e ha numeri incredibili: 30 milioni di dollari di finanziamento, 3,5 milioni di utenti. Cifre che l’hanno fatta entrare nella classifica delle fintech più innovative di KPGM.

 

Una crescita veloce

Thiago e Benjamin si incontrano in McKinsey, dove entrambi sono impiegati. Il primo ha studiato in Brasile e ha un’esperienza come analyst in Accenture. Il secondo si è formato negli USA, facendosi le ossa in Groupon fino a diventare manager. L’esperienza in McKinsey li convince a provare a creare un business insieme.

La prima app che realizzano ha un funzionamento molto simile a Mint. In sostanza, un aggregatore di account bancari che consente agli utenti di avere in un solo canale tutte le informazioni sulle loro finanze. Nel 2014 lanciano l’app per iPhone e in poche settimane diventa la più usata in Brasile.

I numeri raggiunti attirano l’interesse dei finanziatori, tutti specializzati nel settore. Uno di questi, Kaszek, conosce il mercato brasiliano dei prodotti digitali. Ribbit e Vostok sono invece focalizzati sul fintech e sui mercati emergenti. A questi si aggiunge QED, che ha una lunga esperienza nell’offerta di credito per privati e aziende.

I venture fanno anche da mentor ai due e li consigliano di allargare la loro offerta. Il secondo passo è il lending.

Un mercato gigantesco per i prestiti

I due startupper capiscono che il vero mercato è quello del credito e stabiliscono partnership con alcune banche brasiliane (oggi sono sei quelle che fanno parte del circuito). I prestiti che concede oggi Guia Bolso hanno tassi di interesse dal 2,8 a una media del 4% mese. Per fare un confronto, nel mercato tradizionale i tassi di interessi sono quasi doppi: dal 7,2 e posso salire fino al 14%: “Nell’88% dei casi offriamo agli utenti prestiti con tassi di interesse inferiori a quelli che troverebbero altrove”, affermano i due in un’intervista a LTP.

Grazie a queste cifre hanno catturato i millennial: il 51% dei loro utenti hanno tra i 25 e i 34 anni, e sono più uomini (73%), che donne (27%). Il guadagno per la startup è sui tassi di conversione, che soddisfano i partner e gli permettono di ricevere delle alte commissioni.

Le sfide di una fintech

Nella stessa intervista, Thiago e Benjamin parlano di quella che è la più grande sfida per una fintech: creare un team di talenti.

“Tutto si basa sulle competenze della tua squadra. Il problema che tutti affrontano è come convincere talenti a lasciare le loro sicurezze (un posto in una delle migliori società di consulenza) per seguirti nell’avventura. Insomma, non puoi dire loro: lascia l’ufficio e vieni con noi. Il segreto? È quello di mostrare loro il tuo scopo e la grandezza del mercato in cui operi. Infine, offrire dei benefici aggiuntivi: come le stock option”.

Il mercato è davvero incredibile: 800 miliardi (di real brasiliano) i numeri del mercato del credito a consumo, con tante sfide da risolvere come “prodotti troppo costosi, una pessima esperienza utente e una scarsa trasparenza. Il mercato è grande, così come sono grandi i problemi che i consumatori vivono. Legando questi due aspetti si aprono infinite possibilità”.

Nel frattempo, i due non hanno intenzioni di fermarsi: l’obiettivo è di allargare i servizi per diventare un vero e proprio hub finanziario, alternativo alle banche.