L’app (di una startup torinese) che ti fa accedere a tutti i siti con un QR | IDer

Il progetto di Fabrizio Meli e Mauro Leonetti Grazie garantisce il riconoscimento dell’utente non solo attraverso il PIN, ma con l’impronta digitale, il riconoscimento facciale, fino al riconoscimento comportamentale

Un sistema digitale con l’obiettivo di innovare il concetto di Strong Customer Authentication (metodo di autenticazione che si basa sull’utilizzo congiunto di due metodi di autenticazione), accorciare le distanze tra consumatori e aziende e il gap tra dimensione online e offline, offrendo impulso alle strategie di engagement dell’utente. Questi gli obiettivi di IDer, l’app sviluppata da JLM, startup nata nel 2016 e basata a Torino. IDer, scaricabile sia su Android che su iOS, ti dà la possibilità di condividere direttamente i suoi dati principali. Parliamo di dati personali che, a seconda degli accordi commerciali presi con i partner, sono onnicomprensivi (fino alla carta di credito). Una volta scaricato IDer, sarà sufficiente dargli le nostre generalità e l’applicazione si occuperà del resto, procurandoci un QR Code da inquadrare ogni qual volta vorremo utilizzare un determinato servizio. Un esempio? La possibilità di inquadrare con lo smartphone il QR Code di un prodotto per acquistarlo e farselo recapitare a casa.

JLM

Da sinistra Fabrizio Meli e Mauro Leonetti, rispettivamente ceo e presidente di JLM

Come funziona IDer

Una volta completata la registrazione con IDer (i dati si mettono una sola volta) i dati vengono forniti alle aziende partner che possono essere reti retail, ecommerce, stazioni ferroviarie o altri luoghi ad alta frequentazione come musei e aeroporti. A proposito di musei e aeroporti, JLM ha portato a casa un accordo con l’aeroporto di Cagliari  e con i musei civici di Cagliari: chi arriva all’aeroporto punta il telefono verso un Quark Code, si registra, ha il WiFi gratuito e, immediatamente, viene contattato dai Musei Civici di Cagliari che gli propongono programma delle mostre e coupon sconto.

Anche il riconoscimento comportamentale

IDer ha anche una declinazione per la sicurezza dei Paesi o dei siti maggiormente a rischio. Grazie allo smartphone infatti riesce a garantire il riconoscimento dell’utente non solo attraverso il PIN, ma con l’impronta digitale, con il riconoscimento facciale (fate attenzione a quanto può offrirvi il nuovo Iphone) per arrivare fino al riconoscimento comportamentale. Così, se esistono sistemi per duplicare un’impronta digitale o se si può obbligare una persona a digitare un PIN sotto minaccia o farsi riconoscere attraverso l’immagine del viso, diventa molto più complicato individuare i comportamenti riconosciuti dallo smartphone.