Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Ago 11, 2017, 7:00am

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Ago 11, 2017, 7:00am

Quale città visitare una volta nella vita? Risponde Citybility, la piattaforma per finanziare progetti no profit | VIDEO

Dalla capitale delle startup Tel Aviv, al bestseller di Jonas Jonasson. Per Martino Cortese "le idee migliori vengono parlando e ascoltando le altre persone"

Quale libro consigliereste per trarre la giusta ispirazione? C’è un film o una serie tv che racconta il mondo delle startup? Quale città consiglieresti di visitare per fare una full immersion di idee innovative e progetti futurstici? Sono queste alcune delle domande che abbiamo posto a chi lavora in alcune delle imprese innovative di Polihub. A risponderci è Citybility.

La piattaforma multicanale di raccolta fondi per finanziare progetti no profit da Monza mira ora ad allargarsi su Milano. Anche se il vero obiettivo si trova più a nord guardando la cartina geografica: il dito punta su Olanda e Gran Bretagna. “Al momento nel settore delle donazioni non c’è ancora un vero key player”, spiega Martino Cortese che all’interno della startup si occupa di sviluppo del business, “e allora è giusto sognare in grande”.

 

Citybility, dalla raccolta fondi al marketing sociale

Nata originariamente da un progetto del Politecnico (ai tempi si chiamava Grouoff), la startup ha mosso i primi passi come strumento di promozione delle piccole realtà del commercio locale: per ogni spesa di una certa entità il negozio fa una donazione ad un determinato progetto. “Il sistema influisce sulla visibilità e sulla reputazione, e contemporaneamente fidelizza i clienti legando i loro acquisti alla realizzazione di qualcosa che sia locale e tangibile”, racconta Cortese. “È una forma di marketing sociale“.

La possibilità di fare donazioni è stata poi allargata anche agli acquirenti attraverso un apposito QR code di riferimento. E ora un prossimo aumento di capitale (circa 150 mila euro) darà sufficiente ossigeno e autonomia per gli sviluppi futuri.

Ma ci sono risultati ancora più grandi a portata di mano. “Se riuscissimo a convincere le grandi aziende a spostare in questa direzione una parte del budget annuale per marketing e pubblicità, riusciremmo ad entrare in un mercato enorme e ancora poco penetrato”.