Simone Cosimi

Simone Cosimi

Lug 26, 2017

La Blockchain entra in Borsa (ma per le Pmi)

Il meccanismo alla base dello scambio di Bitcoin sarà utilizzato per compilare un registro delle compravendite di quote delle piccole e medie imprese europee non quotate: i vantaggi

La Blockchain entra nella Borsa italiana. Lo abbiamo visto in numerose occasioni: il meccanismo alla base delle transazioni della criptovaluta Bitcoin, sorta di libro mastro diffuso in cui ciascuna operazione dev’essere validata dall’intera ragnatela, è stato utilizzato in decine di altri casi: dagli uffici del catasto alla distribuzione dei prodotti alimentari. Di fatto, funziona come una notaio diffuso, un certificazione esploso, un sistema di validazione dei movimenti al di là di quale sia il contenuto di quelle transazioni.

Come funziona

A piazza Affari Blockchain sarà utilizzata per compilare un registro delle compravendite di quote delle piccole e medie imprese europee non quotate. Si partirà con una decina per estenderne poi l’applicazione. La soluzione è sviluppata da Borsa Italiana, parte del gruppo London Stock Exchange, insieme a Ibm. L’obiettivo, come in tutti questi casi, è semplificare la tracciabilità degli acquisti e la gestione delle informazioni sulle partecipazioni. Oltre a internazionalizzare le Pmi europee, e nostrane, favorendo maggiore trasparenza in quella che, di fatto, è una digitalizzazione dell’emissione dei titoli in sostituzione dei certificati di trading cartacei.

La partnership con Ibm

Lseg sta testando l’impiego della tecnologia blockchain in un ambito finanziario, la separazione dei dati e la riservatezza sono aspetti essenziali – ha spiegato Chris Corrado, coo del gruppo e cio di Lseg – lavorando col supporto di Ibm, pioniere nello sviluppo di soluzioni blockchain avanzate per il settore finanziario, siamo impegnati a creare, collaudare e ampliare nel tempo le nostre capacità sul fronte delle tecnologie emergenti”.

Allargare il parco investitori

Insomma, si parla di contabilità distribuita e di una sorta di trading digitale per società non quotate che tuttavia emettono certificati azionari per finanziare i propri progetti e i propri affari. La gestione di questi pezzi di carta e l’aggiornamento dei libro dei soci è tuttavia complessa – per esempio per capire la distribuzione dei dividendi o la partecipazione alle assemblee delle società così come diverse altre incombenze – e la Blockchain può tornare molto utile proprio in questo passaggio. Ovviamente dopo una serie di approvazioni e controlli per ogni operazione, come sempre accade nell’ambito delle operazioni finanziarie (e invece non succede con i passaggi di Bitcoin) ma con la certezza di rendere più ordinata l’operazione e allargare il parco dei potenziali investitori.