Luca Annunziata

Luca Annunziata

Lug 26, 2017, 6:00am

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Lug 26, 2017, 6:00am

Tutti i numeri del CrowdInvesting (in un anno +273%) | Il report del Politecnico di Milano

L'analisi, aggiornata al 30 giugno 2017, mette in evidenza segnali di vivacità e potenzialità interessanti, con un mercato che fra il 2016 e il 2017 si è popolato di nuovi soggetti ed è cresciuto esponenzialmente in termini di volumi

Senz’altro uno dei temi di discussione più caldi del momento, il crowdfunding declinato in tutte le sue diverse incarnazioni sta riscuotendo in Italia un successo crescente. Solo pochi giorni fa il Politecnico di Milano ha rilasciato il suo secondo report sul CrowdInvesting, con cifre che segnano crescite importanti rispetto al 2016: si parla di un più 273 per cento nell’arco degli ultimi 12 mesi, con una raccolta complessiva che che ormai sfiora i 200 milioni di euro. Cifre significative soprattutto in Italia, e che spingono le piattaforme Produzioni dal Basso (italianissima) e Ulule (francese, appena arrivata in Italia) a tracciare un bilancio positivo con buone prospettive per le rispettive attività.

I numeri del Politecnico

Nel suo rapporto, il Politecnico pone l’accento su due questioni: la prima è che negli ultimi 12 mesi sono entrati a far parte dell’universo crowdinvesting nuovi soggetti, che hanno contribuito a far crescere il volume del denaro raccolto e mostrato quanto sia vivo il comparto. L’altro aspetto da valutare, tuttavia, è l’ancora scarsa popolarità del concetto di finanziamento dal basso di questo tipo: ciò si traduce in una mancanza di conoscenza da parte del pubblico di questa opportunità, fattore che tuttavia andrà fisiologicamente diminuendo di importanza col passare del tempo.

Al crowdinvesting fanno ricorso soprattutto le startup innovative, che puntano a impiegare i capitali raccolti per promuovere la propria iniziativa imprenditoriale oppure a investire direttamente nella industrializzazione della propria idea. La maggior parte degli investitori è di sesso maschile, anche se l’età media si è andata leggermente abbassando: ora si assesta sui 43,3 anni. Mancano di fatto ancora in questo settore i venture capitalist: sono poche le persone giuridiche censite nella ricerca del Politecnico, e di queste quasi nessuna può essere ricondotta alla categoria dei capitalisti di ventura.

Alla crescita giova senz’altro il cambio delle regole: sono stati fatti passi avanti importanti in questo anno appena trascorso, compresa l’apertura promessa a tutte le PMI e la defiscalizzazione parziale dei contributi. Naturalmente, nonostante le buone premesse, il report del Politecnico conclude che sarà soprattutto la capacità di mantenere le promesse delle prime aziende che si sono finanziate in questo modo a determinare per il futuro un destino fausto al crowdfunding.

La soddisfazione di PdB

Coerenti con questa prospettiva, i numeri snocciolati da Produzioni dal Basso segnano una crescita in termini di utenti e di capitali raccolti dalla piattaforma. PdB rende noto di aver processato in 6 mesi dall’inizio del 2017 oltre 1,3 milioni di euro che sono andati a finanziare 351 progetti. Sono ormai oltre 145mila gli utenti registrati alla piattaforma di crowdfunding italiana, che ha raccolto più di 5 milioni di euro nel complesso.

“I risultati raggiunti in questo primo semestre ci sorprendono positivamente e ci spingono a proseguire il nostro lavoro nel rendere ancora più semplice e popolare il crowdfunding – recita una dichiarazione rilasciata da Angelo Rindone, fondatore e amministratore delegato di Produzioni dal Basso – uno strumento sempre più utilizzato, anche in Italia, per la realizzazione di progetti, grandi o piccoli, rivolto a chiunque abbia un’idea e voglia raccogliere risorse economiche per realizzando in modo concreto e trasparente, coinvolgendo le comunità online”.

Tra gli ultimi progetti che hanno chiuso con successo la propria tornata di raccolta, PdB segnala i tre docufilm che finiranno nel palinsesto di Infinity TV (Mediaset), un’iniziativa Slow Food incentrata sulle regioni del Centro Italia colpite dal sisma e intitolata Buona strada, ripartiamo dal cibo.

I numeri di Ulule

Ulule ha una prospettiva differente: la piattaforma francese ha iniziato le attività italiane solo a marzo 2017, ma conta già 50 campagne finanziate con una raccolta di 200mila euro in pochi mesi. A livello continentale i numeri sono decisamente superiori, con transazioni per oltre 25 milioni e una media di 68 per cento di progetti finanziati nel solo 2016.

“Siamo convinti che il crowdfunding rappresenti un’opportunità eccezionale per tutta l’Italia – dice Fabio Simonelli, general manager di Ulule Italia – In un momento storico di sofferenza economica per aziende, fondazioni e amministrazioni, questo tipo di raccolta fondi consente di realizzare progetti altrimenti impensabili, dando forma alle tante idee ed iniziative di cui è così ricco il nostro Paese. In più, il crowdfunding è una grande occasione anche per le amministrazioni locali contribuendo ad aumentare il senso di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini-utenti: come avvenuto per la raccolta fondi per i tradizionali Fochi a Firenze, che ha superato del 448 per cento la cifra richiesta”.

La dimensione europea ha consentito a Ulule di raccogliere complessivamente più di 84 milioni di euro nel corso della sua attività.