Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Lug 25, 2017, 6:00am

Google, Facebook e marketing digitale: così il turismo in Portogallo fa numeri e dà lavoro

Visibilità nelle ricerche online e offerte personalizzate. Ecco come il Paese lusitano ha fatto delle proprie bellezze un business, con un fatturato 2016 di 11 miliardi (e 40 mila posti di lavoro in oltre 4 mila aziende)

Il turismo è il motore economico del Portogallo. Se in pochi anni il Paese mediterraneo si è trasformato in una delle mete di vacanza preferite da europei e non solo, gran parte del merito va riconosciuto all’ente nazionale Turismo de Portugal che ha puntato forte su social network e visibilità nelle ricerche online per la strategia di promozione del proprio territorio. I risultati del 2016 parlano chiaro: in Portogallo il settore turismo ha prodotto 11,5 miliardi di fatturato, generando circa 40 mila posti di lavoro in oltre 4 mila aziende. E quelli per il 2017 promettono di essere ancora migliori.

Una delle meraviglie di Lisbona, la Torre di Belem

Il Portogallo conquista il turismo online

In parte, questo successo è dovuto ad alcune congiunture favorevoli: l’instabilità politica e il pericolo di attentati terroristici in diversi Paesi nordafricani hanno contribuito a dirottare qui i flussi turistici provenienti soprattutto dal Nord Europa. Ma la terra del fado ha aiutato la sorte rivoluzionando fin dal 2013 il proprio concetto di promozione turistica: niente più cartelloni pubblicitari o eventi sponsorizzati, i fondi a disposizione del Turismo de Portugal sono stati destinati tutti al marketing digitale. “Se ci fossimo buttati in quel mare di comunicazione con cinque milioni di euro, nessuno ci avrebbe notato. La conclusione ovvia era che spendere soldi nei canali tradizionali sarebbe stato uno spreco. Dovevamo adottare un linguaggio diverso”, ha raccontato João Cotrim de Figueiredo, allora presidente dell’ente, in un articolo pubblicato su Internazionale. Il linguaggio giusto era quello del Web. Una parte del budget è stata utilizzata per l’acquisto di parole chiave su Google così da garantire ai siti portoghesi una maggiore visibilità rispetto agli altri. Un’altra è andata a Facebook e Instagram, i luoghi digitali dove oggi la gente sceglie dove andare in vacanza, compra biglietti e controlla gli hotel, senza intermediari.

Offerte personalizzate e valorizzazione del territorio

Ma non è tutto. Perché Turismo de Portugal ha cominciato anche a monitorare tutte le ricerche effettuate dai potenziali turisti stranieri partendo dall’ip dei loro computer. Questo ha permesso di sostituire il classico messaggio con un’offerta turistica generica con uno personalizzato e molto più efficace. Alla persuasione si è accompagnata anche una ricerca approfondita di tutto quello che veniva scritto (post e commenti) sul Portogallo sui vari Booking.com e TripAdvisor. Informazioni che hanno permesso al Paese di intercettare un flusso turistico molto facoltoso e in aumento come quello cinese per indirizzarlo verso una regione affascinante ma ancora poco sfruttata come quella del Douro.

Il nuovo paradiso europeo del surf

E non è questo l’unico caso. L’intelligenza lusitana è storicamente famosa, tanto che è bastata una foto condivisa e diffusa online a dovere per far diventare le coste portoghesi il nuovo paradiso europeo del surf. Nel gennaio del 2013 la foto del surfista statunitense Garrett McNamara, un punto minuscolo su un’onda mostruosa alta più di trenta metri davanti al faro di Nazaré, è apparsa sul quotidiano britannico The Times. È stato allora che il mondo ha scoperto le potenzialità del Portogallo e oggi il Portogallo è l’unico paese europeo ad avere tutte le prove della World Surf League.