A volte ritornano: la sopravvivenza di Yahoo passa da Microsoft

Microsoft metterebbe sul piatto 10 miliardi per acquisire motore di ricerca e core business di Yahoo

Yahoo! in vendita: 10 miliardi di dollari per comprare il core business della multinazionale, mentre Microsoft si sta attivando per trovare compratori interessati nell’affare. Questa è l’indiscrezione del sito di news hitech, Re/code.

Marissa Meyer, Ceo di Yahoo (a sinistra). Satya Nadella, Ceo di Microsoft (a destra)

Marissa Meyer, Ceo di Yahoo (a sinistra). Satya Nadella, Ceo di Microsoft (a destra)

Nel futuro di Yahoo! ritorna Microsoft

Secondo il sito, Microsoft, che già in passato è stata a un soffio dall’acquisizione, starebbe incontrando diversi società di private equity che potrebbero puntare le loro mire sul core business della multinazionale guidata da Marissa Mayer, che già da un bel po’ naviga in cattivissime acque, con la valutazione del titolo in un anno colato a picco nell’indice Nasdaq a -35. L’affare, valutato intorno ai 10 miliardi di dollari (l’indiscrezione è di Business Insider), darebbe all’acquirente tutto il core business dell’azienda (e cioè il motore di ricerca e, pare, la mail). L’azienda fondata da Bill Gates continuerebbe comunque ad essere partner di Yahoo, anche se alla non dovesse essere della partita e il colosso finisse nelle mani di altri acquirenti.

Alla fine del terzo trimestre del 2015 cassa e liquidità di Yahoo! ammontavano a poco meno di 6 miliardi. Molti in meno rispetto ai 10 miliardi che starebbe chiedendo per l’acquisizione Peggy Johnson, la responsabile degli acquisti Microsoft.

Leggi anche: Bill Gates, in una timeline la vita dell’uomo più ricco del mondo

Gli investitori vogliono le teste di tutti i manager

La notizia della vendita giunge in un momento molto delicato per la multinazionale. I cattivi risultati dello scorso anno hanno deluso diversi investitori che chiedono la testa, non solo della Mayer su cui pesano i principali capi di imputazione, ma di tutto il resto del consiglio di amministrazione. A far soffiare il vento della rivoluzione, Starboard Value, il fondo che ha investito su Yahoo 570 milioni di dollari (per l’1,7% di equity).

In una lettera che non lascia nulla all’immaginazione, gli investitori chiedono la sostituzione dell’interno consiglio: «Siamo delusi dei risultati finanziari non all’altezza dell’azienda, del fallimento dei piani, dei compensi altissimi dei manager, delle discutibili pratiche di assunzione, della generale mancanza di responsabilità e degli errori di questo Consiglio. Crediamo che sia deficitario delle qualità di leadership e di prospettiva che servono per tutelare gli interessi degli azionisti» si legge sullo scritto. L’idea è di rimpiazzarli con 9 persone da nominare, una lista di manager proveniente da banche come Tor R. Braham (Deutsche Bank), media, Bridget L. Baker (di NCBUniversal) e mondo tech come Richard S. Hill (Arrow Eletronics, Cabot Microelectronics, and Autodesk.)

Intanto a Yahoo! arrivano 2 innesti

Secondo gli analisti il consiglio di amministrazione è pronto a votare per rivoluzionare tutto. Rientra in questa logica le recenti elezioni che hanno portato 2 nuovi membri sulla nave, un ex investitore bancario, Catherine Friedman, e l’ex CFO di Broadcom, azienda statunitense che opera nel settore dei semiconduttori, Eric Brandt. Una manovra che sarebbe stata effettuata, secondo i rumors raccolti da Business Insider, senza consultare Startboard. Che se la sarebbe legata al dito.

In piena tempesta Marissa sembra voler continuare per la sua strada per completare il piano strategico di crescita in 3 anni che ha studiato insieme al consiglio  e che vede Yahoo rafforzarsi investendo sul fronte dei video e del mobile.

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E’ andato online 21 anni fa, nel 1994, e inizialmente era solo un algoritmo sviluppato da 2 studenti universitari di Stanford. Tra bravura e fortuna Yahoo ha scalato molto velocemente: primo motore di ricerca del mondo e papà dell’ecosistema web con i suoi servizi di posta elettronica, chat e news per quasi un decennio. Adesso il colosso di Internet sta vivendo una stagione difficilssima. Di più: potrebbe addirittura scomparire. Continua a leggere…»

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    e se la CEO più strafiga del mondo fosse stata solo un cavallo di troia (senza doppi sensi) di Google? :) e pensare che, solo pochi anni fa, quel genio bollito di Yang ha rifiutato l’offerta di Ballmer di vendere per 48 miliardi di dollari perché era “troppo poco”! ruzz.it

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