Il brevetto segreto di Apple per portare i pagamenti p2p su iMessage

Non solo Apple Pay, il futuro sono i pagamenti tra persone. Lo ha capito bene Apple, che ha depositato un brevetto per pagare e trasferire denaro direttamente da iPhone

Apple si butta sui pagamenti. Sì, questa è una notizia che avete già letto, si chiama Apple Pay e sta per arrivare anche in Italia. Ma questa notizia è diversa. Apple sta scaldando i motori (e i brevetti) per aggredire una fetta di mercato enorme, i pagamenti p2p. Come? Con iMessage, l’app che – dopo l’avvento di iCloud – non è più solo sms.

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Come girano i soldi coi messaggi

Se ne parla poco, ma Quartz è arrivato prima di tutti: Apple vuole permetterci di effettuare i pagamenti attraverso sms, telefonate e email. E a questo scopo, ma non solo, a dicembre 2015 l’azienda di Cupertino ha depositato un brevetto per integrare queste nuove funzionalità con iOs.

Apple non è sola nella corsa ai pagamenti legati alla messaggistica. Facebook ha annunciato all’inizio dell’anno la possibilità per tutti gli utenti di Messenger di effettuare pagamenti tra amici tramite l’app. Funzionalità che i cinesi stanno già sperimentando alla grande. WeChat, ad esempio, con i suoi 650 milioni di utenti mensili, dà già la possibilità di acquistare cibo, ordinare un taxi, pagare le bollette, accedere al proprio conto corrente.

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Milioni di potenziali utilizzatori

Finora le aziende si sono tenute lontano dal peer to peer a causa, pare, i margini sarebbero ancora troppo bassi proiettandoli su un’economia di scala. Ma questo poco importa a Apple: iMessage esiste già ed è già “di default”, come si dice, presente su milioni di device in tutto il mondo. Aggiungere una funzione in più all’app non comporterà grandi sacrifici, anzi, farebbe comunque guadagnare fette di mercato altrimenti lasciate a Facebook, WeChat, Snapchat e gli altri.

Stando a quanto riportato da Quartz a dicembre 2015, secondo un rapporto di Javelin Strategy & Research, negli Usa i pagamenti p2p sono particolarmente popolari tra 2 fasce d’età, quella tra i 18 e 24 anni, e quella tra i 25 e i 34 anni. Una fetta davvero considerevole di potenziali nuovi utilizzatori del servizio, che potrebbe essere usato per la paghetta, gli studi, o anche piccoli prestiti tra amici.

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Come funzioneranno i pagamenti p2p con l’iPhone

Il brevetto depositato dall’azienda di Tim Cook svela in cosa dovrebbe consistere la nuova funzionalità. L’immagine mostra 2 utenti iPhone in chat su iMessage: in alto a destra compare la voce “Esegui un pagamento” quando un utente chiede all’altro di rimborsargli il pranzo. Le immagini mostrano anche la possibilità di inviare i pagamenti a più di un destinatario, e la possibilità di impostare la quantità di denaro inviato.

Credits: Quartz/USPTO

Credits: Quartz/USPTO

Credits: Quartz/USPTO

Credits: Quartz/USPTO

Stando alla descrizione contenuta nel brevetto depositato da Apple, il nuovo servizio di pagamento dovrebbe funzionare in diversi modi. Tra questi, sono menzionati esplicitamente “le telefonate, le conversazioni di messaggistica di testo, un thread di posta elettronica, eventi del calendario”.

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Scenari (e non solo)

Ma attenzione, è un brevetto per ora. Niente di più. Sappiamo però, come anche scritto da Pymnts.com, che le tessere di uno strano puzzle sembrano disporsi ora in maniera più nitida, a partire dai colloqui e dagli accordi che Apple ha chiuso e sta chiudendo con alcune importanti banche, ovvero JPMorgan Chase, Capital One, Wells Fargo e US Bancorp.

La potenziale zampata di Apple nel mercato p2p arriva in un momento cruciale per tutto il fintech, dove oramai la partita non la giocano solo giganti del digitale del calibro di Google e Facebook, ma startup divenute unicorni come Square, Venmo, Powa. Partita resa ancora più interessante dalla disintermediazione e dalla “fluidificazione” delle banche tradizionali, che infatti hanno già messo sul piatto 50 miliardi per diventare davvero “disruptive” nei prossimi 5 anni. E poi… e poi c’è la blockchain. Ma questa è un’altra storia.

Aldo V. Pecora
@aldopecora

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