Microsoft si riorganizza per sostenere meglio il cloud. L’analisi

Una ristrutturazione interna che punta a rispondere meglio al rinnovato scenario in cui la distinzione tra ciò che è consumer e ciò che è enterprise si va facendo sempre più sottile

Microsoft continua a cambiare pelle, un processo avviatosi ormai tre anni fa con la nomina di Satya Nadella a CEO della multinazionale fondata da Bill Gates: secondo il Wall Street Journal, il vicepresidente Judston Althoff ha inviato ai dipendenti un memo nel quale sono contenute le nuove direttive che cambiano l’assetto delle forze vendita dell’azienda. Un tentativo di adattarsi al meglio a un mercato che sta cambiando in modo significativo: un cambiamento legato a doppio filo al cloud computing, il business che più di tutti è cresciuto nelle ultime trimestrali di Redmond, e che impone anche un ripensamento delle logiche con le quali le varie divisioni operano all’interno.

Il ruolo di Satya Nadella

Nadella è stato scelto come CEO in virtù delle sue competenze tecniche e della sua esperienza alla guida della divisione che si occupava di cloud computing in seno a Microsoft: Azure è divenuta in pochi anni un assett fondamentale per l’intera azienda, è il perno attorno a cui ruotano ormai tutte le altre divisione che fanno affidamento sulla nuvola per esempio per erogare i servizi di Office 365, di Dynamics 365 e molto altro ancora. Pure l’IDE di casa, Visual Studio, è stato evoluto e migliorato per supportare al meglio la tecnologia cloud: le vendite di Azure vanno benissimo, e sebbene sia complesso districarsi nei numeri delle trimestrali a causa di come vengono aggregati i dati, a oggi è innegabile che il cloud sia la voce di bilancio che cresce più in fretta e con le migliori prospettive.

Le forze vendita saranno quindi riorganizzate attorno a tre filoni: Enterprise Operating Unit, Enterprise Services and Commercial Software Engineering e Commercial Software Engineering serviranno a coprire l’intero spettro del mercato su cui opera Microsoft, che va dai singoli consumatori privati fino alle aziende di ogni dimensione. Manifattura, finanza, retail, salute, istruzione e pubblica amministrazione sono i principali verticali attorno a cui si dovranno concentrare i team di vendita, con le rispettive controparti che operano nel marketing, nelle operation e ovviamente con i tecnici che sviluppano fisicamente il software (e non solo).

I nuovi obiettivi di Microsoft

L’obiettivo di Althoff è di “allineare la giusta quantità di risorse ai clienti giusti nel momento giusto”: in altre parole cambieranno gli equilibri interni all’azienda, segno che la tendenza consolidata spinge inesorabilmente verso la nuvola e non si può più ignorare questo fatto. Di fatto, Althoff e Microsoft prendono atto di quali sono le categorie di utenti che possono garantire nel prossimo futuro più fatturato e più possibilità di crescita: vale a dire le grandi aziende e le PMI, i principali clienti dei servizi Azure e che più di tutti avvertono la spinta verso il cloud per ragioni di competitività e di efficienza.

La data in cui ciò avviene non è casuale: il 1 luglio 2017 è iniziato il nuovo anno fiscale per Microsoft, che per ragioni di contabilità fa partire il proprio 2018 a metà 2017. Non è escluso che nel corso di questa riorganizzazione possa presentarsi la necessità di rivedere anche la quantità di personale occupato da ciascuna divisione, anche se al momento non ci sono indicazioni su eventuali licenziamenti negli USA o altrove.

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