Mappa dei siti di eCommerce che danno lavoro in Italia

Abbiamo analizzato tutte le posizioni aperte sui 10 (anzi, 11) siti di eCommerce più usati in Italia. Ecco cosa abbiamo scoperto

Disclaimer: questo post non è un’analisi, ma un po’ utility e un po’ resumé, che però serve anche e soprattutto ad aprire la strada a ragionamenti più ampi sul mercato dell’eCommerce in Italia. Un mercato che qui prende moltissimo: solo negli ultimi mesi del 2015, ad esempio, in 9 milioni abbiamo acquistato online i regali di Natale, spendendo circa 3 miliardi di euro.

L’eCommerce in Italia

I siti di eCommerce in Italia sono oltre 100, molti di questi sono la trasposizione online di grandi retail in diversi settori: elettronica, abbigliamento, libri, turismo, eccetera. Ma la top 10 è fatta da venditori che nascono e crescono digitali. Il loro mercato è globale, ma in Italia fatturano decine di miliardi. Soldi che non in tutti i casi finiscono restituiti in tasse nel nostro paese, visto che molti non hanno sede legale qui.

Qual è, quindi, il ritorno in termini di impatto sull’economia reale sul nostro Paese? Poco e niente. Tutti soldi che i big dell’eCommerce prendono ma che malvolentieri sono disposti a restituire all’Italia, dall’apertura di centri logistici a, soprattutto, posti di lavoro.

Quanto lavoro ci danno i big dell’eCommerce

Ho cercato su Google “job opportunities” e “lavora con noi”, associando di volta in volta alla ricerca il nome dei principali siti e piattaforme di eCommerce, da eBay ed Amazon, fino a eDreams e Booking.com, e con loro i 10, anzi, 11, siti che molti di noi usiamo quotidianamente per i nostri acquisti online.

Ebbene, le posizioni aperte per l’Italia sono davvero poche. Partiamo dal caso più eclatante, eBay, che in Italia ha zero posizioni aperte. Stessa cosa Groupon e Trivago, zero. Volagratis.com, il gruppo dello shark Fabio Cannavale cui fanno riferimento i siti eDreams e Lastminute.com ha una sola posizione aperta, a Milano. Ma basta fare poco più di 50 kilometri in macchina e andare a Chiasso, in Svizzera (dove il gruppo di Cannavale ha la propria sede legale), e lì ci sono ben 16 posizioni aperte.

Restando in Lombardia, o meglio a Gallarate, in provincia di Varese c’è ePrice, la società di eCommerce di prodotti di elettronica del gruppo Banzai di Paolo Ainio: 9 posizioni aperte. Sul settore del fashion ci sono 4 posizioni aperte per l’Italia su Zalando, che ha però annunciato l’apertura di un nuovo magazzino a Stradella, in provincia di Pavia, nel quale sono previste 350 assunzioni.

Sempre nel settore abbigliamento ci sono altre 19 posizioni aperte, a Milano: quelle di Yoox, la società fondata da Federico Marchetti e approdata sui listini di Piazza Affari lo scorso anno. E a Milano c’è anche TicketOne, il cui sito riporta 3 posizioni aperte, delle quali 2 in stage. Sono 3 le posizioni aperte per il sito di prenotazione degli hotel Booking.com, una a Milano, una a Roma e una a Lecce.

Tra le figure più ricercate un po’ da tutti i siti di eCommerce ci sono gli analisti programmatori. Come per Ibs, che riporta una posizione aperta, alla quale offre un contratto a tempo indeterminato. E a proposito di libri, una menzione finale la merita una società di eCommerce che sui libri ci ha costruito un impero mondiale. E’ Amazon, che in questa particolare classifica sembra quasi un alieno: 53 posizioni aperte a Milano, 5 a Cagliari e 12 a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza.

Aldo V. Pecora
@aldopecora

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