Vi spiego perché la Cookie law è una follia (e lancio una petizione)

Bisogna fare qualcosa per fermare la follia che vede l’Italia interpretare l’assurda normativa europea.

L’altra sera Claudia mi chatta per chiedermi se ci sto a fare qualcosa per fermare la follia che vede l’Italia interpretare la già-assurda normativa europea (qui tutto quello che c’è da sapere) — per cui già da un po’ su ogni sito si apre un fastidioso bannerino, ignorato ovviamente dal 99.99% delle persone, per fastidio o incomprensione totale —  in senso ancora più restrittivo. Se io webmaster — come il 99% dei siti attuali — inserisco widget, pulsanti di share, un embed di Twitter, o uso servizi di terzi, devo capire per ogni sito terzo (Google, Instagram, o una startup del cavolo, per esempio) se questo mi traccerà — e come — il povero “mio” visitatore, e se userà i dati per migliorare il suo servizio o anche per profilare il comportamento online del malcapitato visitatore, ecc. ecc.

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Senza l’ok si torna nel 1999

In pratica, finché il visitatore non dà l’ok, il sito dovrebbe rimanere “nudo”, senza widget, embed, bottoni social. Il 1999 praticamente, ma con un’informativa lunghissima.

Quindi, nella ricetta italiana, tu, proprietario di blog, sitarello qualunque, devi bloccare i cookie traccianti prima che vengano iniettati nel suo browser. Tu, sì, che manco sai la differenza tra WordPress.com e .org. Che usi Blogspot (vabbè, te la sei un po’ cercata, eh). Tu, che hai un forum da dieci anni che sta in piedi per miracolo, e di cui non hai mai toccato il codice.

Immaginate le blogger che hanno messo Adsense o un banner di Amazon per 5 euro al mese. Ehi voi, state tracciando! Dovete bloccare il cookie! Dovete darne comunicazione al garante! Costo, 150 euro. Multa? 6.000 euro.

È il panico e delirio nei gruppi Facebook dedicati (ok, anche divertente, per la mia anima più cinica).

E Google Analytics? Dovete anonimizzare l’IP! (Grazie Alessandra, che mi hai detto che Yoast, il plugin per WordPress, lo fa se glielo chiedi con un flag, sennò non avrei saputo dove mettere le mani). Non ho capito a che serve ma ok, ormai è tempo di potature ingiustificate, tanto per sentito dire.

Le persone scambieranno i cookie per dei virus

Le persone normali — mia mamma, mia sorella — penseranno che i cookie siano specie di virus, quando invece, al massimo, ti fanno vedere il banner di un sito invece che di un altro — e senza ovviamente sapere nulla dei tuoi dati davvero sensibili. E che ancora una volta, dalla stampa tradizionale uscirà la sensazione che “internet è pericolosa”, e ne avevamo proprio bisogno, nel paese occidentale più arretrato online d’Europa.

La profilazione vera, cioè i dati di acquisto li conoscono quelli della GDO o i siti da cui avete comprato, flaggando controvoglia senza leggere una richiesta di ok alla “vera” profilazione o facendo una carta fedeltà.

Ok, anche questi, in realtà, dei vostri dati “personali” — mi spiace deludervi — se ne fottono alla grande. Non contiamo nulla, singolarmente. Serviamo solo per capire se mettere più scatolette di tonno o di cibo per gatti in uno scaffale. Anche il marketing, ahimè, pensa a noi infinitamente meno di quanto temiamo/pensiamo/speriamo. Coop mi manda nel 2015 un volantino uguale a quello di mia suocera. Coop, profilami, ti prego. In compenso, non posso ancora dire a Famila che non voglio il suo volantino nella mia buca della posta ogni tre giorni. Il garante lì non è ancora intervenuto, peccato.

In compenso, non sappiamo bene come vengono tenuti, per quanto tempo, a chi vengono comunicati i dati di navigazione che vengono mantenuti nei log dei provider, ben più temibili dei cookies. Ma di questo nessuno parla. In Italia, nemmeno il caso NSA-Snowden ha smosso il garante, la politica, le coscienze. Non ci frega nulla di essere intercettati da Echelon. Però no, il cookie no. E lo fermeremo con un banner, 300 spartani proprio.

La cosa che mi dà fastidio di questa storia, e dell’Italia in generale, è l’ipocrisia. Tutti sappiamo che le persone non guarderanno quel banner per cui tutto il settore internet ha perso almeno il 10% della produttività del mese di maggio. Non servirà a nulla, perché alla fine installeremo plugin che daranno l’ok automaticamente, sfiniti, o daremo ok a tutto.

Imporre regole assurde favorirà chi traccia

Perché la battaglia — al limite, se proprio consideriamo la battaglia sul cookie un baluardo di libertà, cosa che non è, secondo me — doveva essere sul default del browser, imposto a Google, Apple, Microsoft e non sui singoli siti: niente tracciamento di terze parti di default e stop, salvo che l’utente (dietro un concreto vantaggio offerto dal sito) accettasse l’eccezione per il sito stesso. Ancora più inutile, in un momento in cui il +50% del traffico è su App, in cui non c’è un cookie, ma un adv ID ancora più persistente, e in app store in cui non c’è giurisdizione che tenga.

Ho l’impressione che l’Europa online stia davvero perdendo la ragione, tra cookie, web tax e altro. Poi non lamentiamoci che l’innovazione ci arriverà da altrove.

Dicevo, con Claudia abbiamo pensato di fare una petizione. Io detesto le petizioni, tu detesti le petizioni. Però stavolta faccio un’eccezione. Se siamo sufficientemente numerosi magari qualche supporto lo possiamo trovare, per far ragionare un po’ tutti, o capire come, soprattutto blogger e piccole aziende, adeguarsi in modo sensato. Comunque se firmi online, potrai dire di averci provato.

Articolo originariamente pubblicato su Minimarketing.

47 Commenti a “Vi spiego perché la Cookie law è una follia (e lancio una petizione)”

  1. Daniele Imperi

    Il post migliore sulla cookielaw letto finora. D’accordo al 100%.
    Ogni volta che i politici mettono bocca sul web, ci dimostrano quanto sono ignoranti e idioti. E sì che non abbiamo bisogno di prove…

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  2. Daniele Imperi

    Ah, dimenticavo la cosa più importante: stamattina ho controllato i siti di Renzi, Ignazio Marino, Alfano, del PD e di Forza Italia. Indovina? Nessuno ha il banner, solo il sito del PD, ma non linka l’informativa. Ergo: nessuno di quelli è in regola.

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  3. gimmi81

    Che poi, a quanto capito, questo non fa altro che favorire le aziende estere, che non avendo sede qua e non essendo “multabili”, fanno quello che vogliono.

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  4. Max

    Tra le altre cose fino a pochissimi giorni fa c’è stata un’evidenza della cookie law praticamente nulla. Sanzioni salatissime, nessuna proroga: non si tratta di un decreto per far cassa? I problemi dell’Italia e dell’Europa sono i cookies? E cosa dire dell’obbligo di informativa anche per i siti che fanno uso di soli cookies tecnici, del tutto innocenti? Perché di fatto c’è…

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  5. Beniamino

    E’ come se ognuno di noi dovesse andare in giro con un cartellino con scritto il proprio nome e che ammonisce del fatto che qualunque cosa ci verrà detta potrebbe essere riferita ad altri, e dovessimo tapparci le orecchie fino a quando l’interlocutore non ci darà il diritto di ascoltarlo e fare delle sue parole quello che vogliamo… Penso che il vero scopo sia promuovere l’unico servizio a pagamento che (per finta, ma quanto basta) mette al sicuro da sanzioni. E in più, come sempre, mettere le persone normali nell’eterna condizione di persone ricattabili.

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  6. duccioarmenise

    Quello che non mi piace tanto delle petizioni (ma le ho firmate comunque tutte, perché la cookie law è davvero kafkiana e quindi impone a noi tutti amanti del web di fare qualcosa) è che non offrono quella che anche secondo me sarebbe l’unica vera soluzione: rivolgersi a una decina di Browser invece che a miliardi di Siti.

    Se sei un navigante, devi saper governare la tua nave, cioè il browser. Ed esso contiene già le opzioni per gestire i cookie (cancellarli, inibirne solo un tipo etc.). Basterebbe creare uno standard che definisca un pulsantino ben riconoscibile per accedere a tali funzionalità (corredate da informativa multilingua) da far includere in tutti i browser et.. voilà!

    Niente più web insozzato da questo incubo burocratico che non farà altro che abituarci tutti a cliccare in modo sempre acritico su “accetto” per l’impossibilità materiale di leggere una policy per ogni sito che visitiamo…

    Per questo motivo ho lanciato anche io una petizione che, a differenza di molte altre, contenga soprattutto questa proposta, già ritenuta valida da molti addetti del settore.

    La trovi qui: Modifichiamo la cookie law in modo che sia riferita ai Browser invece che ai Siti!

    Sarei lieto di sapere cosa ne pensi!

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    • 3DDario

      Basterebbe attivare l’opzione “Non tenere traccia”, presente nella maggior parte dei browser. E basta. Disabiliti i cookie e risolvi il problema, poi se il sito non funziona amen, te la sei cercata.

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      • duccioarmenise

        La maggior parte dei browser ha anche opzioni meno radicali, permettono infatti di cancellare tutti i cookie alla chiusura dello stesso oppure di non accettare solo quelli di terze parti. Scriverò un post in proposito su nemboweb.com.

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          • Marco Solieri

            In linea di principio potrebbe funzionare, e pure meglio, purché la procedura sia efficace nel tutelare gli “utonti” (mi si passi il termine), il consenso dovrebbe essere in modalità opt-in, e non opt-out. In pratica, immaginando di progettare una soluzione come voi auspicata, avremmo qualcosa di simile al seguente.

            – Impostazione predefinita: la navigazione non lascia alcun cookie al browser, se non per fini strettamente funzionali al sito/applicazione web (autenticazione, carrello acquisti, ecc.);

            – Impostazione manuale: nel browser l’utente sceglie manualmente quale uso concedere a quali nomi a dominio, e l’impostazione è trasmessa tramite apposita intestazione HTTP.

            Data la difficoltà d’impostazione dei browser, i più grandi affaristi sul web sarebbero così costretti ad offrire servizi anche senza tracciare, mentre oggi possono permettersi semplicemente di avvisare: «gentile utente, io registro tutto e assumo lei sia d’accordo a meno che non chiuda la pagina ora.»

            Io ci metterei la firma. @duccioarmenise:disqus, ci pensa lei a convincere Google, Facebook, Microsoft, Amazon e gli altri miliardari del tracciamento degli utenti che la pacchia è finita?

  7. Giovanni Canacci

    Concordo.
    Poi se vuoi fare una legge seria in materia, vai a tartassare le aziende che ci guadagnano da questo tracciamento, non sempre dal povero cristo che ha un normale sito e per una banale google map od un widget di facebook, deve impazzire con una normativa che, se osservata alla lettera, richiederebbe pure un bel pò di lavoro sul codice del sito. Che poi tutto sto casino con quale risultato? Un banner fastidioso che poi il 99% IGNORA. E’ la solita legge all’italiana, per tutelare quel 1%, andiamo a danneggiare il 99% degli altri. Per non parlare del fatto che essendo una materia molto tecnica, sarebbe stato opportuno definire dettagliatamente gli aspetti tecnici e tutte le eventuali casistiche particolari o quantomeno prevedere un’assistenza alla quale chiedere maggiori info. Invece ancora ci sono degli aspetti in sospeso… Se chiedi a 3 esperti o avvocati in 3 sostengono cose diverse… Inoltre qualche esempio di testo per le normative potevano anche suggerirlo. Se andiamo a vedere nei vari siti sembra che ognuno abbia fatto un po’ come gli pare… Insomma, a me sembra più una porcata.
    La verità è che se si volesse tutelare la sicurezza per davvero, allora bisognerebbe imporre delle normative a chi utilizza i dati sensibili oppure imporre dei browser a norma. Invece è sempre più facile andare dei poveretti perché è decisamente più facile.
    Purtroppo possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo, tecnici e non, ma la norma c’è e sostanzialmente “bisogna pararsi il culo”. Io è così che la vedo, perché non ci trovo nessun problema di sicurezza, ma soltanto un ingiusto pericolo per il portafoglio della mia azienda. Perciò per i miei siti procederò a dovere e cercherò pure di avere una sorta di “certificazione” da parte di un avvocato o da chi potrà darmi garanzie in merito, perché non vorrei mai che un giorno decidessero di mandare multe a tabula rasa, tendenza che ultimamente spesso si verifica in Italia.

    Rispondi
  8. Mario

    Bravissimi! Ma c’è una petizione MIGLIORE, PIU’ LOGICA E PIU’ RISOLUTIVA DI QUELLA CHE PROPONETE VOI su Change.org, che invito a firmare (io l’ho appena fatto):

    https://goo.gl/7hXvtq

    La soluzione al problema dei cookie nei siti, infatti, ESISTE ED E’ SEMPLICISSIMA.

    Basta passare dal legiferare per i siti al legiferare per i browser.

    Obbligando, infatti, 10 o al massimo, 15 browser (quanti ce ne saranno mai?) a mettere un bottone sempre visibile per accettare o negare il consenso ai cookies di proliferazione e per informare l’utente, milioni e milioni di siti verrebbero esentati da tutte queste problematiche assurde, complicate e costose.

    Questa petizione, a mio avviso, risolve il problema e chiude definitivamente le discussioni sull’argomento.

    Rispondi
  9. Francesco Russo BrioWeb

    Un saluto a tutti… spero di non scatenare le vostre ire… personalmente io sono una voce dal coro… il motivo è che non condivido tutta questa agitazione sul provvedimento del Garante pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ho letto con attenzione tutto e in parte condivido. Vorrei però puntualizzare alcune cose:

    Rispondi
    • Marco Solieri

      Rincaro la dose aggiungendo al suo punto 1 che il garante a novembre 2012 aprì pure una pubblica consultazione per «individuare modalità semplificate per l’informativa» sui cookie.

      Rispondi
    • Fabio Messina

      Scusami Francesco, ma perchè i proprietari dei siti web devono spiegare come disattivare i cookies dai browser? Ogni browser e corredado di istruzioni, per cui qualsiasi utente può leggere le istruzioni per l’uso prima di usare il browser, non il sito.

      Rispondi
      • Francesco Russo BrioWeb

        Ciao Fabio, forse non sono stato chiaro. Quello che tu devi fare come proprietario di un sito è trovare un modo per spiegare al tuo utente come disattivare i cookie di profilazione che il tuo sito web utilizza, e a quel punto dargli modo di disattivarli. Ora un modo può essere appunto quello di indicare come bloccarli attraverso il settaggio dei browser, ma non è certo l’unica strada. Leggo notizie che più di qualcuno sta preparando dei plugin per poter permettere all’utente di seleziona quali cookie lasciare attivi e quali no. Il Garante dice solo che dobbiamo avvisare l’utente, spiegarli come disattivare e permetterli di farlo. Il come sta a noi… Il mio voleva essere solo un esempio… Infine anche chi naviga dovrebbe sapere cosa sono i cookie e cosa fanno, ma purtroppo se per guidare la patente fai un esame… per navigare in rete no… e quindi ci sono persone che di queste cose non sanno nulla… giusto o sbagliato che sia…

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        • Fabio Messina

          Sei stato chiarissimo Francesco ed io non voglio dire se cio che hai scritto sia giusto ho sbagliato. Voglio solo dire che questa legge è una follia. Sono un programmatore,e per un amico anche io ho creato un plug-in come hai mensionato.
          Il risultato e che un utente ora e in grado di scegliere quale cookie attivare. In pratica una serie di checkbox con il nome del cookie e la relativa descrizione tipo: sessionid “questo serve per…” langs, etc. ed ovviamente ci sono anche cookies con nomi poco user friendly. Non credo che adesso per un utente sia piú chiaro. Ci sono persone che non capiscono nulla di meccanica e non sanno cambiare una ruota forata, ma guidano lo stesso. Ma sono fatti loro se si guasta la macchina.. ci sono i meccanici ed il carro attrezzi..

          Chi vuole imparare a cambiare una ruota è libero di farlo, cosi come chi utilizza un browser.

          Cosa succedera quando tutti i siti avranno lo stesso avviso?
          Cliccheremo tutti su accetta senza leggere. E dopo aver accettato l uso dei cookie potremmo cliccare “accetta” su un secondo banner .. ma questo cosa farà? Potremmo aver dato un consenso per….

          Rispondi
          • Marco Solieri

            La legge è fatta per tutelare i deboli. Per questo motivo, ad esempio, per guidare sulle strade è obbligatorio avere competenze (patente) e facoltà di riparare ai danni (assicurazione). Parimenti, se l’editore di un sito pasticcia con plugin di terzi senza cognizione di causa e minaccia la privacy degli utenti è colpevole e punibile. Che c’è di strano?

          • Fabio Messina

            non c’è nulla di strano è giustissimo. Ripeto, secondo me dovrebbe essere punito solo chi fa un utilizzo illecito, come hai detto tu, senza cognizione di causa.
            A me sembra che così viene punito chiunque abbia un auto.

          • Fabio Messina

            Da:
            http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/4006878

            Il Garante, considerata l’importanza e la delicatezza della tematica, che ha l’obiettivo principale di tutelare gli utenti da profilazioni effettuate a loro insaputa sulla base dei loro comportamenti in rete, nel ribadire quanto già disposto, ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti.

            Evidenzio:
            “tutelare gli utenti da profilazioni effettuate a loro insaputa sulla base dei loro comportamenti in rete”

            Scusatemi,
            ma io penso così, è solo un mio pensiero, giusto o sbagliato che sia, e non dico che chi pensa diversamente sbaglia, ma:
            Non sono io il responsabile del tuo comportamento in rete.
            Se vai su un sito porno, su un sito di incontri personali, di incontri extraconiugali, o se visiti qualsiasi altro sito e non desideri far sapere il tuo “comportamento in rete” ad altri (moglie/marito, figlio/figlia, datore di lavoro/colleghi, estranei/amici …….)
            Devi disabilitare i cookies a priori tu stesso.
            Non sai cosa sono i cookie?
            Utilizzi la navigazione anonima. Tutti i browser lo consentono, basta leggere le istruzioni, che, come “qualsiasi apparechio” anche i software hanno il loro “libretto d’uso”

            Cosa succederà in futuro,
            quando la gente verrà a scoprire quanti altri dati vengono memorizzati nei nostri pc a nostra insaputa?

          • Marco Solieri

            La legge italiana ed europea la pensa diversamente da te: che tu stia filmando con una telecamera la via di fronte al tuo negozio, che tu stia prendendo un formulario compilato nel tuo ufficio, che tu stia mettendo un cookie per tracciare il mio comportamento, … se tu prendi informazioni mi devi avvisare. Infatti, si sa, i biscotti non cadono dal cielo: a cucinarli è l’editore del sito. Sua è la responsabilità di non trattare i dati dei lettori in maniera rispettosa e trasparente.

            È pur vero che ci sono altre pratiche, molto meno evidenti dei cookie, utilizzabili per tracciare e profilare gli utenti. Ma credo siano sostanzialmente illecite pur non essendovi normative precise in merito, pertanto non costituiscono affatto una giustificazione per analogia dell’abuso dei cookie.

          • Fabio Messina

            Anche io penso che “se prendo informazioni su di te, ti devo avvisare”, ed ho sempre avvisato tutti, anche prima della “Cookie Law”.

          • Francesco Russo BrioWeb

            Caro Fabio purtroppo qui entriamo in una questione che esiste da sempre. Ora la legge c’è e va rispettata. Certo sono conscio che alla gente comune (che neanche sa di tutto sto polverone mediatico) ne capirà molto poco… io ho tenuto un webinar qualche mese fa sui cookie proprio rivolto ai non addetti ai lavori. Nel mio piccolo cerco sempre di fare alfabetizzazione… certo quello che tu sollevi è un aspetto. Io credo però che se il nostro coro diventa forte e non come sollevata di scudi, ma come coro propositivo si può far sentire la nostra voce al garante. Che del resto sta rispondendo a tutto questo “polverone”. Ora niente nasce perfetto e tutto è perfettibile… abbiamo due possibilità… o ci lamentiamo e cerchiamo di far i bastian contrari o di necessità si fa virtù… io comprendo ciò che tu dici… ma c’è un dato incontrovertibile al momento… la legge esiste e la dobbiamo rispettare… è giusta? ha senso? ognuno di noi ha la sua opinione. Lavoriamo tutti per fare la giusta informazione e per anche far recepire al garante le nostre critiche, ma che devono essere costruttive… del resto lo sai.. la legge non ammette l’ignoranza… e ragiona in modo diverso dalla pancia del popolo…

          • Fabio Messina

            Assolutamente si, la legge va rispettata. Io voglio che questo sia un coro forte, propositivo e costruttivo.
            A chi come te, cerca di fare alfabetizzazione posso solo dire che è un grande, sono le persone come te che creano un mondo migliore.
            Io mi limito a programmare, ma senza persone come te, che avvicinano la gente comune al pc, i miei programmi sarebbero inutili.
            Del resto, si, lo so, la legge non ammette ignoranza! Ovviamente con eccezione di chi non vuole far conoscere il proprio comportamento in rete.

          • Francesco Russo BrioWeb

            Cerco solo di fare la mia piccola parte… più le persone sono informate e meno cadranno nella rete dei venditori di fuffa… più riesco a contrastare, anzi riusciamo, a combattere i miti e le leggende del web e più ci guadagniamo tutti… La riservatezza è un valore, ed è giusto che una persona scelga di non far accedere a chiunque le proprie preferenze… siano esse solo visitare dei siti di pesca… prendiamo questa cosa come stimolo…

    • Franco Tauceri

      Google Analytics fa profilazione e rientra negli obblighi. La confusione nasce dal fatto che il garante specifica che i cookie “analytics” non sono soggetti, e da qui qualcuno interpreta “analytics” come “google analytics”…

      Rispondi
  10. Marco Solieri

    Il riferimento al datagate è anacronistico. La legge europea sui cookie è del 2009 e le consultazioni pubbliche del garante sono state aperte da fine 2012. Tutto anteriore alle rivelazioni scandalo del 2013.

    Rispondi
  11. Mario

    Siamo alla follia: c’è un sito (non faccio nomi) che propone soluzioni per integrare la Cookie Law nel proprio sito o blog (non è iubenda ma un suo concorrente) che rilascia il cookie di Analitycs in versione non anonimizzata (cioè profilante), PRIMA del consenso dell’utente 🙂 Se anche questi signori che si occupano al 100% solo di queste caz… emh … cose SBAGLIANO vuol dire che c’è qualcosina di storto in questo provvedimento.

    La cosa su cui bisogna puntare il dito é L’INGIUSTIZIA di fondo di questa legge che carica sulle spalle degli editori la responsabilità dei cookies profilanti di Facebook, Google, Amazon e compagnia bella. I cookies sono di LORO proprietà, li usano LORO e li installano LORO. Che raccolgano LORO ‘sto cavolo di consenso… e che si becchino LORO le multe se non lo fanno.

    Rispondi
  12. Davide Neggia

    Ciao e grazie dell’articolo, ma nelle apps che usano la condivisione sociale, widget youtbe, ecc non vengono rilasciati cookies? Grazie. Davide

    Rispondi
  13. Franco Tauceri

    Tu hai scritto “Google Analytics non ricade nei cookie di profilazione”, e non “Google Analytics opportunamente configurato non ricade nei cookie di profilazione”…
    Considerato che nella configurazione di default ricade pienamente nella profilazione, bisogna fare attenzione nel divulgare queste informazioni… che poi si corre il richio che uno legge e, pur usando GA nella configurazione di default, si mette il cuore in pace e non fa nulla… :-/

    Rispondi

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