5 metodi di pagamento che gli italiani non conoscono ancora bene

Per acquistare online gli italiani si affidano nel 94% dei casi a Paypal e carte classiche, ma iniziano a farsi vedere 5 alternative più innovative, a partire dai portafogli digitali.

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L’innovazione al momento nel mondo dei pagamenti è in fase embrionale. Lo dimostra l’analisi dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, secondo la quale l’e-commerce italiano si basa ancora per il 94% su pagamenti tramite PayPal o carte di pagamento. La storia di portafogli digitali e strumenti analoghi è quindi ancora tutta da scrivere. In valore assoluto gli italiani che acquistano online sono 17 milioni e spendono in media circa 1.000 euro. Nel complesso nel 2014 l’e-commerce è cresciuto del 17% ma ha visto il dominio totale dei due strumenti con buone notizie per chi si preoccupa della sicurezza: la ricerca ha confermato una bassissima l’incidenza delle frodi – intese come disconoscimento di una transazione da parte del titolare di una carta di credito – che nel 2014 valgono lo 0,13% del transato (pari a 17 milioni di euro circa).

Dobbiamo aspettarci che qualcosa cambi nel futuro prossimo? Sì a giudicare dai trend e da quanto sta accadendo all’estero. Se da noi vi sono solo sperimentazioni (o poco più) per wallet, moneta virtuale e pagamenti multicanale, all’estero emergono modelli alternativi come Login and Pay di Amazon, Apple Pay e Bitcoin.

In Austria, Germania e Svizzera sono molto diffusi pagamenti da conto corrente come Sofort (ne abbiamo parlato qui) che insieme a MyBank è in leggera ascesa anche in Italia con il suo bonifico bancario immediato sebbene adottato da pochi operatori tra cui si segnalano però Alitalia, Dalani, Intimissimi, MSC Crociere, Moleskine e TicketOne. In Francia, Irlanda e Regno Unito le carte di debito sono le più utilizzate, e negli Stati Uniti metodi alternativi oltre a quelli già citati di Apple e Amazon come Google Checkout e gift card) o carte di credito brandizzate dai negozi.

I metodi più innovativi nel nostro Paese sono ancora “di nicchia”. Le novità nell’ambito degli strumenti di pagamento sono numerose e sono state classificate dall’Osservatorio in cinque categorie:

  • wallet dei circuiti delle carte di credito,
  • wallet di altri operatori,
  • strumenti basati su online banking,
  • moneta virtuale,
  • modalità di pagamento “multicanale”.

Tra questi i primi a partire in Italia sono stati i wallet forniti dai circuiti, come Masterpass e Visacheckout, che per il momento sono adottati da un numero limitato di esercenti (ad esempio Esselunga, Mediaworld e Meridiana) e supportano una parte marginale delle transazioni. Hanno il vantaggio di essere semplici da usare ma devono essere attivati presso i canali della banca.

Tra le modalità più innovative invece emerge la moneta virtuale dei Bitcoin, che alcuni grandi merchant, come Dell, Expedia e Showroomprive ammettono già per i pagamenti, ma ancora una volta solo all’estero. In Italia i Bitcoin sono invece adottati da diversi negozi online di dimensioni più ridotte. Infine, per completare il quadro l’Osservatorio menziona le modalità di pagamento multicanale che adottano un approccio graduale alla lotta al contante per superare le reticenza verso i sistemi elettronici, come Sisalpay e i Codici Regalo di Amazon fruiti su circuito LIS Carica di Lottomatica, per cui la transazione avviene in contanti in ricevitoria.

Nonostante il risaputo attaccamento al contante i segnali sono dunque positivi nel nostro Paese anche se siamo solo agli inizi. Lo sguardo oltre i confini ci fa capire come lo slancio verso digital e mobile commerce sia oramai inarrestabile. Scopriremo dunque presto quale soluzione tra le tante disponibili risulterà la più amata (e usata) dagli italiani.

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