Ormai col crowdfunding ci finanzi di tutto, anche il divorzio

Il re e la regina dei matrimoni hanno scoperto anche un nuovo business, e inseriscono sul sito di crowdfunding Plumfund anche la voce “divorzio”

Se non divorzi perché non hai i soldi per affrontare le spese oggi puoi finanziarti con il crowdfunding. Il sito americano di crowdfunding e raccolte fondi Plumfund ha aggiunto la voce “divorce” tra quelle presenti sulla piattaforma. L’obiettivo è di fare cassa con i divorzi che tra feste (sì, c’è gente che organizza party per festeggiarlo), dolci (sì, ci sono pasticcieri che creano l’antitesi della torta nuziale), piattaforme che ti aiutano negli aspetti legali, e siti di informazione, è un business sempre più esplosivo. Negli Usa e non solo.

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Dalla luna di miele ai divorzi

È la parabola di Sara e Josh Margulis, imprenditori e marito e moglie. Dieci anni fa hanno fatto sognare gli sposini di tutto il mondo con Honeyfund, la piattaforma che consentiva a tutti di trovare fondi per la luna di miele dei loro sogni e che ha 4 milioni di visitatori unici al mese.

Dalla luna di miele ai divorzi il passo è breve e, dopo aver creato Plumfund e ottenuto il finanziamento del venture Kevin O’Leary, hanno puntato molto sul nuovo business. L’idea in realtà appartiene a Arianna Huffington, la mamma del celebre giornale online, che durante un’intervista ha chiesto alla coppia se ritenessero utile inserire la voce “divorzio” all’interno dell’azienda. Huffington ha un’intera sezione dedicata proprio all’argomento.

Più di 220 campagne in 3 mesi

Presto ancora per fare un bilancio sul successo dell’iniziativa, ma ogni giorno continuano a fioccare nuove richieste finanziamento. “L’aspirante divorzista” chiede alla community di aiutarlo a raccogliere soldi per le spese che dovrà affrontare (nuova mobilia, costi legali e quelle legate alla custodia dei figli). Sara, il cui matrimonio va a gonfie vele, racconta di essersi ispirata alla storia di un suo caro amico sul lastrico proprio dopo aver affrontato l’eventualità della separazione: «Il divorzio è considerata una cosa di cui vergognarsi per cui le persone tendono a chiudersi nel loro silenzio e a non chiedere aiuto. La community serve per dare un supporto, per far capire che l’argomento non deve essere un taboo» spiega a Fortune.

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Chi fa i soldi coi divorzi (e come)

Lo spiega l’investitore, O’ Leary, quando dice che il 50% dei matrimoni è un fallimento, anche se non fornisce prove a sostegno della sua tesi. Ciò premesso, i divorzi sono diventati negli anni un vero e proprio business, con attività che mai ti aspetteresti. Sono nate negli anni società che ti aiutano a organizzare il post-divorzio, invitandoti a fare paracadutismo oppure a recarti in un poligono per “mitragliare” il tuo abito di nozze. C’è una pasticceria in Florida che crea torte ad hoc, l’antitesi di quella nuziale. Senza dimenticare il tech, con la nascita di startup come Wevorce che ti aiuta negli aspetti legali, finanziari e psicologici con i consigli di mediatori e app come Our Family Wizard che aiuta gli ex coniugi a dialogare soprattutto per le questioni riguardanti i figli. E strane mode che impazzano sui social come i selfie post insieme nel post divorzio. Scommettiamo che qualcuno non farà un business anche di questo?

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