Mariachiara Furlò

Mariachiara Furlò

Ott 9, 2015, 10:01am

Mariachiara Furlò

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Ott 9, 2015, 10:01am

Anche crowdfunding e Airbnb nel piano di Obama per i rifugiati

La Casa Bianca si appella al web per aiutare i rifugiati siriani. Al crowdfunding ci pensa Kickstarter, e ci sono anche Twitter, Instacart e Airbnb

We can help. Tre parole e uno slogan che suona familiare all’attuale presidente degli Stati Uniti. Questa volta però non si tratta di campagna elettorale, ma di una campagna di crowdfunding a scopo sociale, lanciata direttamente da Barack Obama e volta ad aiutare i rifugiati siriani (si stima che a causa del conflitto cinque anni siano sfollati 11,6 milioni di persone). Ma #Aidrefugees in collaborazione con l’Unhcr è anche la prima volta che Kickstarter – interpellato direttamente dal governo statunitense – si occupa di una campagna di raccolta fondi online a scopo benefico.

La campagna #AidRefugees in apertura sul sito ufficiale della Casa Bianca

La campagna #AidRefugees in apertura sul sito ufficiale della Casa Bianca

L’idea della Casa Bianca

“Un paio di settimane fa la Casa Bianca ci ha contattato con un’idea”, si legge sul sito di Kickstarter, che spiega come il governo abbia domandato alla piattaforma di crowdfunding se potesse essere utilizzata per aiutare milioni di rifugiati che cercano la salvezza in Medio Oriente e in Europa. Naturalmente la risposta  è stata immediatamente positiva ed è partita la campagna con cui si raccoglieranno i fondi che poi verranno consegnati a chi ne ha bisogno.

La prima volta di Kickstarter

Una delle cose che salta di più agli occhi è che non si tratta di uno dei tipici progetti da Kickstarter (da sempre più orientato su altri temi). Inoltre, non c’è un obiettivo “or all nothing” da raggiungere, i soldi raccolti verranno tutti donati e nulla tornerà indietro e la piattaforma donerà alla causa anche tutti i suoi guadagni sulla raccolta. “Quasi tutti i giorni, questo sito è la casa di chi insieme lavora per creare cose nuove. Ma questa campagna è su qualcos’altro: lavorare insieme per rispondere alle necessità di base a chi ne ha più bisogno. Anche un piccolo aiuto può dare ad una famiglia dei vestiti asciutti, acqua fresca o un posto in cui dormire. Quelle “piccole” cose che diventano  tutto appena le si perde. Il tuo aiuto ci farebbe immensamente piacere”. Questo l’invito al dono della piattaforma.

Cosa si può donare

In soli due giorni sono stati raccolti già più di 1 milione di dollari, una cifra che permette di offrire un posto in cui dormire e di coprire tutte le necessità essenziali per tremila persone bisognose. L’attuale obiettivo è quello di superare il milione e 225 mila dollari, con cui si aiuterebbero cinquemila persone. E poi ancora più su… Si può cominciare a donare 15 dollari con cui provvedere a un materassino e un sacco a pelo per dormire, mentre ne bastano 30 per dare acqua fresca a 50 persone. Settanta euro possono aiutare due persone che sono reduci da un naufragio, con questa cifra infatti si può comprare un kit di salvataggio completo, con acqua, cibo, coperta termica e vestiti asciutti, ne servono 160 invece per dare riparo a una persona in una tenda con tutto il necessario per vivere. Il regalo più grosso è anche quello che porta più effetti per il futuro: 600 euro garantiscono un anno di studio e cure per un bambino.

Coinvolti anche Twitter, Airbnb ed Instacart

Nel programma #Aidrefugees però non è coinvolto solo Kickstater, ma anche altri grandi del web come Twitter, Airbnb e Instacart. Gli ingegneri dell’uccellino azzurro infatti hanno sviluppato un sistema di donazioni con mesi in anticipo rispetto al programma, così da permettere alle Ong di cominciare ad ottenere i primi fondi. Anche il sito di ricerca e condivisione di abitazioni sta aiutando i profughi con dei crediti di alloggio gratuiti, mentre l’app di Instacart consentirà ai suoi utenti di acquistare insieme alla loro spesa online anche del cibo da destinare ai rifugiati.

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