Il crowdfunding ha detto sì: Lessig si candiderà alla presidenza degli Stati Uniti

Raccolto dal basso e con un giorno d’anticipo il milione di dollari necessario alla corsa verso la casa Bianca del professore di Harvard innamorato di Internet

Traguardo raggiunto (e superato) in meno di un mese. Larry Lessig ce l’ha fatta. Per ora solo a “candidarsi” alle primarie democratiche per la presidenza degli Stati Uniti, ma è la prima volta che a decidere una discesa in campo politico è l’esito positivo di una campagna di crowdfunding.

Lessig

Il contatore ha toccato quota 1 milione di dollari con più di 24 ore d’anticipo rispetto al giorno stabilito, simbolicamente quello in cui negli Stati Uniti si festeggia il Labor Day (ossia il primo lunedì di settembre).


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Il professore di diritto di Harvard ha cominciato subito a festeggiare.

Il fondatore di Wikipedia a guidare la campagna

Negli ultimi giorni, Lessig aveva cominciato a telefonare personalmente (o almeno così scriveva su Twitter) a ogni sostenitore che gli facesse superare un piccolo gradino della sua scalata e al motto di “Fix the democracy” ha portato avanti la sua pre-campagna elettorale con accanto un consulente d’eccezione: Jimmi Wales, il fondatore di Wikipedia. A chi gli domandava cosa l’avesse spinto ad appoggiare il fondatore di Creative Commons, Wales ha risposto: “Conosco Larry da anni, la sua idea è folle….ma potrebbe funzionare”, aggiungendo che la campagna di Lessig “è differente. Lui sta finanziando la sua campagna dal basso, non chiedendo soldi ai ricchi. In questo modo sta dimostrando alla gente che insieme è possibile cambiare l’attuale sistema politico truccato”.

foto Lessig e Wales

Non è la prima volta che Larry e Jimmy si trovano a combattere battaglie comuni, si erano infatti già trovati dalla stessa parte della barricata nel 2012 quando contestavano la legge contro la pirateria online (lo Stop Online Piracy Act). “Sono profondamente grato per il sostegno di Jimmy”, ha dichiarato Lessig, sottolineando che entrambi credono nel potere del popolo, capace di respingere gli interessi particolari, “lui svolge un ruolo importante in questa lotta per porre fine una volta per tutte al potere corruttivo del denaro in politica” .

Il rapporto con gli altri candidati

Come ha scritto Ernesto Belisario su Chefuturo!, la lezione di Lessig è soprattutto una lezione di impegno civico. Anche per questo, i toni usati dal neo-candidato in questo periodo di campagna di crowdfunding sono stati sempre molto concilianti anche nei confronti degli altri candidati democratici, di cui non ha mai parlato male. Anche se non ha mai tenuto nascosta la sua predilezione per il senatore settantatreenne Bernie Sanders che come lui sostiene che ci sia una terribile disuguaglianza sociale da combattere negli States. Mentre sul candidato repubblicano Donald Trump si è espresso così: “le sue parole sui migranti sono vigliacche – si tratta delle persone che più si impegnano a lavorare nel nostro Paese e io credo che dovrebbero diventarne cittadini a tutti gli effetti – mentre le sue opinioni sulle donne sono scandalose. Quando sul palco rivolgendosi ai repubblicani dice “I own you guys!”, mi auguro che loro stessi comincino a riconoscere che quel denaro sta corrompendo la nostra democrazia”.

Poche possibilità, ma un grande esempio

Ma un milione di dollari, pur rendendo la campagna “fattibile”, si scontra con le decine e a volte con le centinaia di milioni raccolti dagli altri candidati. Le possibilità di una presidenza Lessig sono più basse di quelle di Trump. Ma come riporta un commento sul Guardian il segreto di questa iniziativa politica è un altro ed è molto accurato: quello di tentare di innalzare il livello della discussione politica negli Stati Uniti. Un tocco di genio che dovrebbe essere seguito anche altrove.

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