La Consob apre una call per riscrivere le regole dell’equity crowdfunding

Semplificazione, riduzione dei costi e eliminazione della soglia minima di investimento. La Consob lancia una consultazione per rivedere il proprio regolamento

C’è una call aperta, molto importante. E’ della Consob, che ha avviato una consultazione pubblica per rivedere il proprio regolamento in materia di equity crowdfunding.

Le proposte di modifica che la Commissione sottopone all’esame del mercato discendono da innovazioni introdotte quest’anno dal Parlamento e dalle indicazioni raccolte nei mesi scorsi attraverso una consultazione preliminare con gli operatori, da cui è emersa l’esigenza di correggere e alleggerire alcuni obblighi.

In particolare Consob, venendo incontro alle richieste del mercato, propone di estendere la nozione di “investitori professionali”,  tenuti a sottoscrivere una quota dell’offerta, ampliandola dalla definizione attuale, che comprende prevalentemente investitori istituzionali, ad una platea più ampia. In base alla proposta potrà essere incluso chiunque risponda ai requisiti fissati dalla Mifid (la direttiva comunitaria in materia di prestazione dei servizi finanziari) per la classificazione degli “investitori professionali su richiesta”, identificati secondo criteri di conoscenza e di esperienza nelle attività di investimento.

La Commissione nazionale per le società e la borsa  propone inoltre di semplificare la procedura di esecuzione degli ordini, riducendo i costi di transazione. L’obiettivo è quello di rendere possibile la conclusione delle operazioni integralmente online, a condizione che i gestori si attrezzino ad effettuare le verifiche necessarie. Tale estensione viene indicata nella nuova bozza di regolamento come “l’unica opzione” in grado di garantire “l’aumento dei benefici, rendendo meno onerosa la ricerca di un soggetto professionale in grado di fornire garanzie sulla corretta valutazione dell’operazione”.

La Consob propone di eliminare la soglia minima di investimento oltre la quale l’investitore doveva per forza rivolgersi a una banca o una società di intermediazione mobiliare, venendo così incontro alle richieste dell’Associazione Italiana dell’Equity Crowdfunding (AIEC), costituita da gran parte delle piattaforme iscritte nel registro Consob, che aveva chiesto di rivedere la differenza tra persone fisiche e persone giuridiche nel regolamento iniziale (che impone per i primi un investimento minimo inferiore ai 500 euro, e per i secondi ai 5mila euro).

La consultazione è aperta fino all’11 gennaio 2016.

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