Aggiornamento Unicode | Fra gli 8 mila nuovi caratteri, anche il simbolo del Bitcoin

Introdotto con l’aggiornamento 10.0, in arrivo sui dispositivi nei prossimi mesi. Intanto un’azienda sudcoreana paga un riscatto record: un milione di dollari in Bitcoin per liberare i propri server dal ransomware Erubus

Con l’ultimo aggiornamento Unicode 10.0, oltre a più di 8mila nuovi caratteri e 56 nuove curiosissime emoji, è arrivato anche il simbolo del Bitcoin. Che potrà quindi essere comunemente utilizzato come un qualsiasi altro carattere alfabetico quando il nuovo set arriverà sui diversi sistemi operativi. Non prima di qualche mese nella migliore delle ipotesi, visto che comunque i produttori hanno bisogno di un po’ di tempo per organizzare i sistemi operativi.

La storia del carattere

La storia è vecchia, a dirla tutta. Dal 2011, infatti, il simbolo del Bitcoin è per così dire in lista d’attesa. Quell’anno Sander Van Galoven lo propose al Consorzio Unicode, che si occupa dell’interoperabilità di caratteri su piattaforme differenti, ma la candidatura venne respinta. Più di recente, per la precisione nell’ottobre 2015, Ken Shirriff ci ha riprovato: quest’ultima è la versione che entrerà sulle nostre tastiere. Nonostante il via libera fosse arrivato poche settimane dopo, si è dovuto comunque attendere l’estate del 2017. Il Bitcoin, infatti, non fu incluso a sorpresa nell’aggiornamento Unicode 9.0 dello scorso anno. In questi anni alcuni hanno usato il carattere thailandese che indica il baht, ฿, la valuta locale, e che ricorda vagamente quello del Bitcoin se non per le lineette che nel secondo sono due e troncate quando attraversano la “b” mentre nel primo una sola e verticale, sovrapposta al carattere.

Il colpo grosso

Intanto i Bitcoin sono protagonisti di un caso da record: l’azienda sudcoreana Nayana ha infatti pagato a un gruppo di hacker una cifra pazzesca per recuperare i file criptati e blindati da un ransomware. Il totale si aggira su un controvalore di un milione di dollari in Bitcoin, una soglia mai raggiunta per questo genere di ricatti digitali. L’attacco risale allo scorso 10 giugno quando gli hacker sono riusciti a colpire 153 server dell’azienda asiatica chiedendo inizialmente 550 Bitcoin di riscatto, circa 1,6 milioni di dollari. Dopo la trattativa la somma è scesa a un po’ meno di un milione da corrispondere in tre tranche, la terza dolo dopo il recupero del contenuto dei database messi sotto chiave dal ransomware Erubus, che probabilmente ha sfruttato la vulnerabilità degli ambienti Windows nota come Dirty Cow. Un Bitcoin vale oggi circa 2.600 dollari.

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