I bitcoin non sono soldi veri. Così, a Miami, un giudice assolve un designer accusato di riciclaggio

Aveva venduto bitcoin a poliziotti sotto copertura che volevano comprare carte di credito rubate. Per il giudice il fatto non sussiste

«I bictoin non sono una moneta». Questa la decisione di un giudice di Miami che ha così scagionato dall’accusa di riciclaggio un designer sotto processo perché avrebbe trasferito e riciclato 1.500 dollari di bitcoin illegalmente: «Non sono sostenuti da nessun governo o banca e non rappresentano una valuta tangibile, come i soldi e l’oro che possono essere nascosti sotto un materasso» scrive Teresa Mary Pooler, il giudice, nella sentenza.

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Il fatto e la sentenza

Secondo l’accusa il designer di siti web, Michell Espinoza, sarebbe stato contatto da 2 agenti sotto copertura che gli avrebbero chiesto di vendergli 1.500 dollari di bitcoin per comprare carte di credito rubate. Espinoza avrebbe poi incontrato gli agenti e concluso l’affare. Gli stessi che poi hanno denunciato il suo crimine, come spiega il quotidiano MiamiHerald. Eppure secondo la corte di Miami la sua azione non può essere considerata illegale in assenza di leggi precise che regolano i bitcoin: «La Corte non è esperta in materia economica, ma è chiaro, anche a qualcuno che ha una conoscenza limitata nell’ambito, che i bitcoin devono fare anche tanta strada per essere equiparati a una valuta» spiega il giudice che nella stessa sentenza scrive anche che «le leggi della Florida spiegano che qualcuno può essere accusato di riciclaggio se impiegato in una transazione finanziaria che promuove l’illegalità. Una circostanza che è troppo vaga per essere applicati ai bitcoin».

michell espinoza

Michell Espinoza

«I bitcoin non sono una moneta»

Durante il processo l’avvocato difensore, Rene Palomino, ha chiamato diversi esperti per scagionare il suo cliente. Tra loro, Charles Evans, professore di economia alla Barry University. Il docente ha evidenziato che i bitcoin non sono sostenuti da nessuna banca o governo, soffrono di una mancanza di leggi per regolamentare il loro uso e da diverse authority in campo finanziario sono considerati alla stregua del baratto: «Essenzialmente sono come fiche del poker che le persone vogliono comprare da te. Non sono una moneta, o almeno non lo sono ancora» spiega Evans, la cui testimonianza è stata fondamentale nello scagionare Espinoza.

Perché può essere una sentenza storica

MiamiHerald svela che la notizia è stata bene accolta dalla community dei fedelissimi alla cripto moneta. La decisione del giudice può aumentare la base di persone che usano i bitcoin per effettuare scambi e transazioni. E inoltre, spingere i governi a darsi da fare per regolamentare il fenomeno: «Lo Stato della Florida potrà scegliere di scrivere leggi per rendere il fenomeno legale» spiega il giudice. Secondo il sito Pymnts.com, bitcoin oggi è usati in più di 200 mila transazioni al giorno.

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