La regina di Wall Street molla tutto per fare una startup Blockchain. Ma vuole 35 milioni

Blythe Masters si è licenziata da JPMorgan dopo 27 anni per puntare sulla Blockchain. Adesso la sua startup, Digital Asset, potrebbe chiudere un round da 35 milioni di dollari.

Era entrata in JPMorgan appena 18enne e vi è rimasta per 27 anni, fino a quando ha deciso di licenziarsi per fondare una startup fintech. Quasi 3 decenni nei quali Blythe Masters, legando il suo nome allo sviluppo dei “credit swap” (i derivati che consentono agli investitori la copertura dei rischi sui titoli) è riuscita col tempo a conquistarsi il titolo di donna più potente di Wall Street.

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La Blockchain è più sexy dell’alta finanza

Quasi tutte le principali istituzioni finanziarie e i banchieri più esperti sono oramai convinti che la Blockchain possa essere utilizzata per rendere istantanea e più economica ogni transazione. Persino Goldman Sachs ha depositato nelle scorse settimane un brevetto per una propria criptomoneta, chiamata SETLCoin.

Digital Asset Holding è stata fondata nel 2014 e la Masters è divenuta Ceo nel marzo 2015. La startup utilizza Blockchain, la tecnologia di base dietro bitcoin. L’obiettivo della Masters è semplificare lo scambio di titoli e denaro. La startup è descritta dalla Ceo come «una piattaforma tecnologica rivoluzionaria, che elimina il rischio della mancanza di trasparenza che ha ostacolato l’adozione mainstream della tecnologia crittografica». E le possibilità di riduzione dei costi rispetto alla finanza tradizionale «sono enormi», secondo l’ex manager di JPMorgan.

Round da 35 milioni per Digital Asset

Il New York Post scrive che la startup di Blythe Masters ha avviato un round da 35 milioni di dollari, investimento che farebbe salire il valore della startup a 100 milioni.

Al round partecipano alcune vecchie conoscenze della Masters. Secondo alcune fonti del quotidiano statunitense, dovrebbe essere della partita anche l’ex datore di lavoro della Masters: JPMorgan, secondo il NYP, partecipa al round con un investimenti di 7,5 milioni. E poi dovrebbero arrivare i 3 milioni del gruppo spagnolo Santander, nel cui board siede anche la Ceo di Digital Asset. Altri potenziali investitori sono Markit, Bank of America, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup e Nasdaq.

Aldo V. Pecora
@aldopecora