Così Bitcoin aiuterà gli emigrati e le loro famiglie

Sei contento dell’andamento delle tue finanze personali? La discrepanza tra le promesse dell’euro e quello che osservi sul potere d’acquisto del tuo reddito ti lascia tranquillo? Ritieni che l’economia dell’Italia stia andando nella direzione giusta? Dalla crisi del finanziaria del 2008, pensi che le banche internazionali abbiano aggiustato il tiro? Se hai risposto no alcune o… Read more »

Sei contento dell’andamento delle tue finanze personali? La discrepanza tra le promesse dell’euro e quello che osservi sul potere d’acquisto del tuo reddito ti lascia tranquillo? Ritieni che l’economia dell’Italia stia andando nella direzione giusta? Dalla crisi del finanziaria del 2008, pensi che le banche internazionali abbiano aggiustato il tiro? Se hai risposto no alcune o tutte le domande, allora questo post è per te.

Non svelerò un sistema per diventare ricco. Non detterò ricette di salvezza economica nazionale o di stabilità finanziaria globale. Ma descriverò un sistema matematico e informatico distribuito che può, se impiegato in modo innovativo e diffuso, contribuire a ripensare ognuno di questi coerentemente con l’avanzare della tecnologia del ventunesimo secolo. Se dopo aver letto il post vorrai ulteriormente approfondire, l’occasione è il 20 febbraio alle 17 presso Talent Garden Milano, dove, sotto l’egida di Frontiers of Interaction e nell’ambito di Social Media Week, si tiene l’incontro Internet Of Money sull’argomento di Bitcoin (qui gli altri 4 eventi più interessanti del mese sul futuro dei pagamenti).

Bitcoin

Se hai già sentito parlare di valute digitali moderne e di Bitcoin, probabilmente è stato in modo sensazionalistico o condito da particolari sugli aspetti più esotici della sua nascita o utilizzo periferico. Qui voglio dare una lettura un po’ più distaccata e lungimirante delle premesse e promesse di come una nuova moneta internazionale basata sulla matematica del consenso distribuito stia potenzialmente rivoluzionando il commercio elettronico, i pagamenti internazionali, la stesura di accordi legali intelligenti e altro ancora. Il fallimento dei tentativi di blocco dei sistemi di scambio di file P2P, anzi la loro evoluzione verso soluzioni sempre più sofisticate, ha forse avuto un beneficio: insegnare a tutti che i bit in futuro non saranno mai più difficili da copiare di quanto lo siano oggi. I computer, i cellulari e Internet sono fatti per copiare bit! Il paradosso alla base della moneta digitale è che tu non vuoi che questa venga copiata. Non vuoi che chiunque possa spendere più volte la stessa moneta digitale, così come non posso dare usare una singola banconota per due pagamenti simultaneamente.

L’innovazione fondamentale di Bitcoin è stata quella di risolvere questo paradosso, attraverso la formulazione dell’algoritmo che produce con i calcoli distribuiti su milioni di computer: il Blockchain, una tabella globale pubblica delle transazioni in bitcoin ordinate cronologicamente. Questa tabella si basa su calcoli crittografici particolarmente difficili, volutamente tali, in modo da rendere a ogni effetto pratico impossibile la falsificazione di una transazione. Visto che il calcolo è distribuito, senza un’autorità centrale, e il software sottostante il protocollo Bitcoin è open source, chiunque può analizzarlo, implementarlo e partecipare alla rete globale che si sta infatti diffondendo rapidamente.

La progettazione di Bitcoin incorpora molte idee matematiche ed economiche innovative e poco ortodosse. Contrariamente alle monete nazionali la cui produzione è sotto il controllo delle rispettive banche centrali—nel caso dell’euro della Banca Centrale Europea—, quella di bitcoin avviene attraverso un algoritmo matematico che non è controllato da nessuno. Successivamente alla sua impostazione iniziale di parametri è in moto coordinato su tutti i computer che costituiscono la rete distribuita. La produzione totale, arrivata oggi a circa la metà e al novanta per cento nel 2030, si esaurirà nel 2140, con 21 milioni di bitcoin, a sua volta costituiti da 2.1 quadrilioni di unità più piccole chiamate satoshi.

Da un punto di vista macroeconomico questo è una vera e propria bestemmia perché induce un effetto deflazionario temuto dagli economisti ancora di più dell’inflazione. Mentre l’inflazione, da sempre presente nelle monete nazionali, incide negativamente sul valore futuro dei tuoi risparmi, la deflazione li rende più preziosi, facendo temere così per una crisi di spesa e investimenti scatenata da tutti quelli che vogliono tenersi i soldi invece di spenderli. Senonché gli esempi concreti di deflazione osservati nel mondo durante la Grande Depressione americana e il Decennio Perduto in Giappone derivavano da una mancanza di domanda. Rimane il fatto che, anche se il denaro aumentasse di valore, ci sarà sempre un punto oltre al quale — perché devi pur mangiare, oppure perché vuoi comunque correre il rischio dell’investimento per realizzare i tuoi sogni — la spesa viene fatta e quindi l’economia non si blocca. Quello che l’algoritmo di generazione di Bitcoin comporta è la totale eliminazione dell’autorità centrale di controllo, teoricamente indipendente ma politicamente influenzabile, che storicamente ha eroso il valore delle monete nazionali. Bitcoin permette, al netto delle oscillazioni dei tassi di cambio, che oggi sono notevoli, una conoscenza completa delle condizioni future, che è la premessa per investimenti solidi e costanti.

In assenza dell’autorità centrale, le transazioni singole avvengono tra due indirizzi diversi e la rete non bada al loro valore: che sia di una piccola frazione di bitcoin oppure l’equivalente di milioni di euro, in ogni caso avvengono gratuitamente e rapidamente. Sono anche non ripudiabili, cioè una volta che sono state eseguite non si possono bloccare o ribaltare. Essendo anche pubbliche è possibile dimostrare che sono avvenute.

Ognuna di queste caratteristiche è basata su calcoli matematici e rende Bitcoin unica: tutti possono fare affari con chiunque nel mondo, senza che la fiducia tra di loro sia una premessa forzata, permettendo che questa venga invece guadagnata con il valore continuo delle transazioni. La capacità di trasportare valore in modo rapido, sicuro ed economico a livello mondiale di Bitcoin avrà un’enorme ripercussione sulle rimesse degli emigrati verso le proprie famiglie. Un flusso di centinaia di miliardi di dollari all’anno oggi paga una tassa che è proporzionale alla povertà del paese verso cui si effettua il pagamento e arriva alle percentuali enormi del 20%-30%, che Bitcoin potrà annullare o perlomeno ridurre drasticamente di uno o due ordini di grandezza. Nei paesi ad alto reddito pro-capite siamo abituati a fare riferimento a servizi bancari e finanziari diffusi. Ma nel mondo ci sono 5 miliardi di persone che non hanno accesso ad un conto corrente o a carte di credito e che vivono in un’economia di basata sul denaro contante con tutte le limitazioni e i rischi che questo comporta. Con Bitcoin chiunque abbia accesso ad elettricità, Internet e un computer o telefono cellulare, può mandare e ricevere pagamenti.

L’emancipazione finanziaria generata da Bitcoin beneficerà tutti, da tutte le parti del mondo. L’efficienza del sistema finanziario è un lubrificante per l’economia e l’adozione di Bitcoin avverrà in modo progressivo ma capillare, senza rispettare frontiere, tentativi di blocco.

David Orban

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