“I fornitori IT fanno figli e figliastri”. Così nasce la coalizione delle piccole banche

Negli Usa in 3 controllano l’85% del mercato IT finanziario. Le piccole banche non ci stanno e lanciano una “coalizione” per sopravvivere ai giganti

Davide contro Golia. Le piccole e medie banche americane ed altri istituti di credito si coalizzano per strappare migliori condizioni ai giganti che vendono soluzioni tecnologiche nel mercato finanziario. Si chiama Golden Contract Coalition e punta a risolvere un’ingiustizia che si perpetua da decenni. Secondo la coalizione alcuni big IT del settore (come Fiserv, Jack Henry , CSI e D+H, ndr) hanno usato pesi e misure diverse nel rapportarsi ai piccoli istituti finanziari, offrendo soluzioni più scadenti e vincoli contrattuali meno vantaggiosi rispetto a quelli garantiti alle grandi istituzioni bancarie. Con quest’unione i soggetti coinvolti, poco più di un centinaio oggi, sperano di strappare migliori condizioni e rovesciare il tavolo.

davide cotnro golia

I Robin Hood delle piccole banche

Per anni sono state vittime del “peso oppressivo” dei big dell’IT finanziario e ora si sono risvegliati pronti a riprendersi quanto perso in questi anni. Il “Robin Hood” che capeggia la rivolta si chiama Aaron Silva, texano, è il presidente di Paladin, società di servizi finanziari che già agisce come tramite tra le piccole banche e i fornitori di servizi: «Fanno pressione sui piccoli istituti finanziari per firmare contratti svantaggiosi» spiega a Forbes. Per questo ha creato la Golden Contract Coalition al grido “l’unione fa la forza”: più attori, insieme, per strappare migliori condizioni. Pare che la coalizione stia già raggiungendo buoni risultati, come quello ottenuto da una banca di 100 miliardi della costa orientale degli Stati Uniti che, presentandosi non più da sola, ha risparmiato 25 milioni sul contratto con uno dei leader del campo.

L’85% del mercato in mano ai soliti noti

Silva cita 3 player che hanno in comune i servizi offerti, sistemi per processare la contabilità, per i pagamenti elettronici, per l’Internet Mobile Banking System, per il controllo della sicurezza delle operazioni, insomma la tecnologia di cui nessuna banca può fare a meno. Fiserv, Jack Henry e CSI sono, di fatto, un oligopolio, come spiega Forbes. Infatti si spartiscono l’85% del mercato. Questo spiega anche i profitti incredibili, Fiserv, per esempio, fondata nel 1984, può contare su una capitalizzazione di ben 21,9 miliardi, con più di 5 miliardi di vendite.

200 banche entro fine anno

Le banche che compongono la coalizione sono quasi un centinaio e puntano a diventare 200 entro l’autunno. Ma per il momento preferiscono non palesarsi, anche per timore di avere delle rappresaglie da parte dei fornitori. Silva, comunque, ha già paesato l’agende dei prossimi mesi: «Vogliamo rivoluzionare l’ecosistema finanziario proteggendo la nostra community dai contratti “cattivi”».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dai banchi di scuola al pitch. I finalisti del progetto “A Scuola di Startup” a DigithON 2017

Il progetto realizzato da AuLab ha coinvolto per il terzo anno consecutivo studenti delle scuole secondarie superiori. Il team vincitore sarà premiato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Bari e Bat. Abbiamo intervistato Davide Neve, CEO di AuLab

Imparare a guidare con la realtà virtuale e aumentata. Il progetto di Guida e Vai

Salvatore Ambrosino, cofondatore e direttore commerciale di Guida e Vai, ha ideato un nuovo sistema di insegnamento per preparare all’esame di teoria le nuove generazioni. I ragazzi potranno simulare con smartphone e visore le situazioni che potrebbero incontrare su strada

Il food italiano parte alla conquista della Cina con la startup Ventuno

Le sorelle Di Franco hanno inventato un modo per presentare l’italian food all’estero: eleganti box a tema regionale con prodotti locali. E ora la piattaforma sarà una delle dieci finaliste dell’Italian Scaleup Initiative in China

Hephaestus Venture, il fondo che porta le startup italiane in Brasile

Il fondo ha la missione di supportare le startup nei processi di internazionalizzazione verso il Brasile, un mercato emergente e in forte crescita, se si pensa che il 57.4% dei finanziamenti in America Latina si concentra in questo Paese.

Cyber-Diplomacy | Che cos’è e qual è il ruolo dell’Italia (nel G7)

Le relazioni internazionali sono chiamate ad avere un ruolo specializzato al Cyber Spazio e devono agire al suo interno per supportare il complesso di accordi e regole di carattere internazionale oggi ancora incompleto in proposito