3 consigli non richiesti a quella banca che odia le startup

A darli è una dei Ceo più potenti al mondo, Inga Beale. La guida di Loyd Londra spiega perché banche, assicurazioni e finanza devono allearsi alle startup: sono già in ritardo

Il fintech travolge tutto nel suo vortice inarrestabile. Banche, agenzie di consulenza finanziaria, assicurazioni… nessun business nel campo finanziario può dirsi al riparo. Molti big del settore stanno cercando nuove ricette per stare al passo con la rivoluzione e non farsi travolgere. «Agire, abbracciare, evolvere» sono le parole chiave per riuscirci secondo Inga Beale, Ceo di Lloyd Londra, passata alla storia per essere la prima donna a guidare la corporazione inglese di assicurazioni in 328 anni di storia.

Piccolo manuale di sopravvivenza al fintech

Inga Beale, Ceo di Lloyd London

Inga Beale, Ceo di Lloyd Londra

1. Sei in ritardo, sbrigati!

«Il momento per agire sul fintech è ieri» spiega Beale. La Ceo londinese ricorda che già cinque anni fa sono nate le prime piattaforme di lending e di crowdfunding e i trasferimenti di denaro via mobile in Kenya e Corea: «Oggi ci sono cose come la Blockchain che offre un modo più efficiente e sicuro di creare un libro mastro, dove registrare tute le transazioni, il cuore di ogni sistema finanziario». E altri settori che esplodono come quello dei Big Data: «Le analisi dei big data vengono sfruttate nei mercati finanziari, nella sicurezza, nel marketing… La International Data Corporation si aspetta che il mercato dei big data raggiungerà nel 2019 la cifra di 48,6 miliardi di dollari. Chi ignora queste rivoluzioni oggi è morto domani».

Infografica: Ecco perché i big data sono i soldi del futuro

2. Devi abbracciare i cambiamento, non combatterlo

Beale consiglia agli attori finanziari tradizionali di stabilire partnership costruttive con le startup fintech, un processo più facile e veloce che costruire tecnologia in house: «Non è una lotta tra grandi banche o startup. La “chiave” è stabilire relazioni tra i grandi player che hanno una maggiore facilità di accesso al mercato e le nuove idee, soluzioni che vengono dal fintech» spiega. Una sorta di scambio alla pari dove i gruppi tradizionali aiutano le startup a diventare presto protagoniste «mentre noi grazie a loro potremmo entrare in nuovi mercati e insieme pensare a prodotti innovativi, e a sviluppare nuovi strumenti per analizzare benefici e rischi».

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3. Evolviti, davvero

«Immagina il mondo nel 2025 dove tutto sarà digitale e connesso. Come sarà allora la tua azienda? Riesci a vederla? Se la risposta è no, sei in cattivissime acque e devi darti una mossa» spiega Beale che poi dà la sua interpretazione della parola “evoluzione”: «Evolversi non significa gettare via decenni di esperienza e sapere. È un processo che scaturisce dalle competenze che già hai acquisito nel tempo. Non vuol dire riconoscere che stai sbagliando, ma che l’innovazione sta creando nuovi opportunità, inimmaginabili solo fino a 20 anni prima. In questo modo, avremo l’opportunità di fare la storia. Quando capiremo che la forza rivoluzionaria del fintech non è una minaccia, ma una fonte di ispirazione per il futuro».

 

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