Giancarlo Donadio

Giancarlo Donadio

Dic 4, 2015, 7:24am

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Dic 4, 2015, 7:24am

Ha 26 anni e ha già una banca (che ha raccolto 12 milioni), Number26

Aprire un conto in chat e senza mai andare in filiale. E' questo il futuro delle banche? La startup di un giovane austriaco ha già 80 mila utenti e adesso punta a espandersi in tutta Europa. Storia di Number26

8 minuti con una video chat e il conto è attivo, direttamente (e solo) sullo smartphone. No, non è un sito a luci rosse, ma Number26, la startup fintech di un 26enne austriaco di cui si parla tanto e che sta facendo una piccola rivoluzione nel mondo della finanza.

Valentin Stalf, Ceo Number26

Valentin Stalf, Ceo Number26

Cos’è e come funziona Number 26

Tecnicamente, la startup altro non è che la faccia digitale di una banca, la tedesca Wirecard Bank. L’utente scarica l’app e in pochi minuti, crea il conto corrente. Al termine dell’operazione di registrazione, parte una video call dove l’utente dovrà mostrare la sua carta di identità e rispondere ad alcune domande: «In Europa per aprire un conto corrente hai bisogno di prendere un appuntamento con la banca e riempire un sacco di documenti. È un sistema vecchio che non risponde alle esigenze delle nuove generazioni» spiega a TechCrunch il Ceo di Number 26 Valentin Stalf.

Dopo l’iscrizione l’utente riceve una carta di credito che può usare all’interno di tutti i circuiti Master Card senza pagare alcuna commissione. In più può usufruire di una serie di servizi (conoscere in tempo reale le sue transazione, sapere come spende i suoi soldi, e consigli su come risparmiare e gestire nel modo migliore le proprie finanze). E strumenti per la sicurezza: blocca la carta toccando un tasto dell’applicazione.
Come guadagna Number26? «Con una fee a carico dei commercianti sugli acquisti effettuati e un interesse sui depositi degli utenti nelle banche partner» riporta Forbes.

number26

12,5 milioni e scalata all’Europa

Partita in Austria e Germania, la startup ha già 80 mila utenti e ha annunciato la sua espansione in 6 nuovi mercati (oltre all’Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Slovacchia e Grecia): «I mercati in cui abbiamo deciso di operare sono una perfetto esempio di Paesi dove i servizi finanziari sono di difficile accesso e super costosi. Burocrazia, tecnologie obsolete, sono presenti in questi mercati. E la soluzione è la digitalizzazione di tutti i servizi» spiega Stalf che con la sua idea ha raccolto 12,5 milioni di euro di finanziamenti (tra gli investitori Peter Thiel, fondatore di PayPalEarlybird Venture Capital e Redalpine Venture Partners.).

Una curiosità

26 non è solo l’età del giovane founder austriaco. Il numero 26 si riferisce alle 26 mosse per risolvere il cubo di Rubik, soluzione scoperta da due scienziati, Daniele Kunkle e Gene Cooperman nel 2007: «Se hai la giusta strategia, anche questioni complesse, come il cubo di Rubik, o la sterminata burocrazia del sistema bancario, possono essere risolte» ha rivelato Stalf a Business Insider.

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