Ha 26 anni e ha già una banca (che ha raccolto 12 milioni), Number26

Aprire un conto in chat e senza mai andare in filiale. E’ questo il futuro delle banche? La startup di un giovane austriaco ha già 80 mila utenti e adesso punta a espandersi in tutta Europa. Storia di Number26

8 minuti con una video chat e il conto è attivo, direttamente (e solo) sullo smartphone. No, non è un sito a luci rosse, ma Number26, la startup fintech di un 26enne austriaco di cui si parla tanto e che sta facendo una piccola rivoluzione nel mondo della finanza.

Valentin Stalf, Ceo Number26

Valentin Stalf, Ceo Number26

Cos’è e come funziona Number 26

Tecnicamente, la startup altro non è che la faccia digitale di una banca, la tedesca Wirecard Bank. L’utente scarica l’app e in pochi minuti, crea il conto corrente. Al termine dell’operazione di registrazione, parte una video call dove l’utente dovrà mostrare la sua carta di identità e rispondere ad alcune domande: «In Europa per aprire un conto corrente hai bisogno di prendere un appuntamento con la banca e riempire un sacco di documenti. È un sistema vecchio che non risponde alle esigenze delle nuove generazioni» spiega a TechCrunch il Ceo di Number 26 Valentin Stalf.

Dopo l’iscrizione l’utente riceve una carta di credito che può usare all’interno di tutti i circuiti Master Card senza pagare alcuna commissione. In più può usufruire di una serie di servizi (conoscere in tempo reale le sue transazione, sapere come spende i suoi soldi, e consigli su come risparmiare e gestire nel modo migliore le proprie finanze). E strumenti per la sicurezza: blocca la carta toccando un tasto dell’applicazione.
Come guadagna Number26? «Con una fee a carico dei commercianti sugli acquisti effettuati e un interesse sui depositi degli utenti nelle banche partner» riporta Forbes.

number26

12,5 milioni e scalata all’Europa

Partita in Austria e Germania, la startup ha già 80 mila utenti e ha annunciato la sua espansione in 6 nuovi mercati (oltre all’Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Slovacchia e Grecia): «I mercati in cui abbiamo deciso di operare sono una perfetto esempio di Paesi dove i servizi finanziari sono di difficile accesso e super costosi. Burocrazia, tecnologie obsolete, sono presenti in questi mercati. E la soluzione è la digitalizzazione di tutti i servizi» spiega Stalf che con la sua idea ha raccolto 12,5 milioni di euro di finanziamenti (tra gli investitori Peter Thiel, fondatore di PayPalEarlybird Venture Capital e Redalpine Venture Partners.).

Una curiosità

26 non è solo l’età del giovane founder austriaco. Il numero 26 si riferisce alle 26 mosse per risolvere il cubo di Rubik, soluzione scoperta da due scienziati, Daniele Kunkle e Gene Cooperman nel 2007: «Se hai la giusta strategia, anche questioni complesse, come il cubo di Rubik, o la sterminata burocrazia del sistema bancario, possono essere risolte» ha rivelato Stalf a Business Insider.

Giancarlo Donadio

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19 Commenti a “Ha 26 anni e ha già una banca (che ha raccolto 12 milioni), Number26”

  1. Ale

    E’ un startup sì, ma fa il gioco delle banche. Quelle commissioni a carico degli esercenti che altre startup riducono di molto, qui sono reintrodotte. Gli esercenti come riducono il markup se si tolgono le strade illegali? Aumentando i prezzi. Dove sta l’innovazione? Nell’aprire il conto su skype e bloccare la carta in un click? La vera innovazione dovrebbe semplificare la catena, non farla rimanere invariata o riproporla sotto mentite spoglie. Per me è uno svecchiamento delle istituzioni finanziarie mascherato da innovazione. Maquillage tecnologico.

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    • Alberto Massidda

      Forse saro` imparziale perche` ci lavoro. Ma ho deciso di andare a lavorare in Number26 proprio per l’agilita` del prodotto.
      Aprire un conto e gestirlo con la stessa flessiblita` con cui gestiamo il nostro account Amazon non e` da poco, specie vista l’esperienza utente media con le banche italiane. L’innovazione sta proprio nel modo in cui accendi e fruisci il prodotto.

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        • Alberto Massidda

          La fee per gli esercenti e` quella di Mastercard. Non carichiamo nulla in piu` rispetto al costo del circuito.
          Soddisfatto? 🙂

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          • Ale

            Vediamo se ho capito bene. Number26 si prende una fettina delle fees di Mastercard, appoggiandosi a loro. E si prende anche una fettina della raccolta depositi, appoggiandosi alle banche tradizionali. Se dal lato “user experience” Number26 è innovativa, e semplifica di molto la vita ai nativi digitali, dall’altro la fa rimanere invariata agli esercenti – semplificazione mia, è discutibile se ci possa essere un aumento del volume di affari legato a nuova clientela, e-commerce o retail. Il mio punto è se una cosa così possa realmente creare valore, e non solo fittiziamente. Altre startup si stanno muovendo diversamente, tagliando fuori il circuito di carte di credito del tutto e garantendo maggior sicurezza, ma si appoggiano a un c/c esistente. Due logiche differenti, ma ciò non toglie che possiate avere successo. In bocca al lupo.

          • Alberto Massidda

            Crepi il lupo.
            Premesso che quanto sto per dire non e` una dichiarazione ufficiale della societa`, il punto di forza e` la migliore esperienza utente, non le condizioni migliori per gli esercenti.

    • Guidomario

      Per pagare meno e guadagnare di più: con galoppini diversi! Quelli degli sportelli sono incazzati: almeno loro motivavano il fatto che la banca non ti dia alcun interesse per i depositi con la loro presenza . Adesso le banche vogliono pagare poco chi gli automatizza il sistema: guardate che il trucco delle Startup è questo: hai un’idea migliore per aiutarmi a metterlo in c… a più gente possibile? vendimela che poi ci penso io. Tu un po’ più ricco, io ricchissimo! E il mondo? Le organizzazioni per i poveri, contro la fame, per la giustizia sociale e la protezione contro i furbetti? Ci vorrebbe qualche nuova idea, ma non per far guadagnare ancora di più quelli che con la scusa degli aiuti girano il mondo redistribuendo forse il 20% di quello che incamerano per le altisonanti missioni che gestiscono. Qui ci vogliono le Startup vere, serie e controllate: ma non dai politici ladroni e dai pescecani che prendono tutto loro, in c… ai cinesi e agli sfruttati di tutto il mondo.

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  2. Marco

    La futura banca dei truffatori! Aprire un conto su skype mostrando un documento tramite webcam! Pazzia!!! Ma come si fa ad identificare un soggetto in questo modo? Dovrebbero chiuderla non pubblicizzarla. Senza considerare che aumentare le fees lato issuer (che vanno quindi ad aggiungersi a quelle acquirer) è un disincentivo all’uso della moneta elettronica.

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    • Alberto Massidda

      Si accettano solo documenti con ologrammi come il passaporto e la carta d’identita` elettronica

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      • Federico Morello

        Ma quindi chi non ha ne passaporto ne carta digitale (esempio carta d’identità cartacea italiana) non può aprire un conto? O accettate anche le patenti? Perché occhio, penso che la grande maggioranza degli italiani sia in questa condizione

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        • Alberto Massidda

          Si accettano i documenti con gli ologrammi, quindi solo passaporto (facile averlo gia` se si viaggia molto) o la carta d’identita` digitale (che si puo` richiedere facilmente vicino casa e che comunque si potrebbe ottenere al prossimo rinnovo di quella cartacea).

          E` un piccolo scotto da pagare per migrare al “nuovo”

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    • Guidomario

      Lo stesso commento a Ale anche a te che hai capito tutto Per pagare meno e guadagnare di più: con galoppini diversi! Quelli degli sportelli sono incazzati: almeno loro motivavano il fatto che la banca non ti dia alcun interesse per i depositi con la loro presenza . Adesso le banche vogliono pagare poco chi gli automatizza il sistema: guardate che il trucco delle Startup è questo: hai un’idea migliore per aiutarmi a metterlo in c… a più gente possibile? vendimela che poi ci penso io. Tu un po’ più ricco, io ricchissimo! E il mondo? Le organizzazioni per i poveri, contro la fame, per la giustizia sociale e la protezione contro i furbetti? Ci vorrebbe qualche nuova idea, ma non per far guadagnare ancora di più quelli che con la scusa degli aiuti girano il mondo redistribuendo forse il 20% di quello che incamerano per le altisonanti missioni che gestiscono. Qui ci vogliono le Startup vere, serie e controllate: ma non dai politici ladroni e dai pescecani che prendono tutto loro, in c… ai cinesi e agli sfruttati di tutto il mondo.

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  3. AlfredoM Gravagnuolo

    vedo dai commenti che c’è gente “incazzata” che critica la start up, ma io dico, andate a perdere le vostre mattinate a fare file nelle banche e non criticate la gente che in europa e nel mondo non vuole perdere tempo con la burocrazia! siete contro l’evoluzione

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    • marco80

      Di banche che si possono aprire online ce ne sono diverse anche qui in Italia. Cos’ha questa di più evoluto? Che non si può aprire con un PC ma necessità per forza di uno smartphone? Che non fornisce una vera carta di credito?

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  4. Marco Fadda

    …..sicuramente interessante tutto ciò che va nella direzione della digitalizzazione. Ma in Italia abbiamo una perla, si chiama Fineco, la banca più solida e tecnologica d’Italia e non solo! Già da qualche mese è possibile aprire un conto corrente direttamente via webcam!

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  5. Gabriele Domenichini

    Molto interessante e parzialmente innovativo.
    La vera innovazione sta nella disintermediazione parziale del sistema bancario. Oggi è possibile sperimentando la rete Bitcoin. Bastano 5 euro per provare a mandare denaro in tutto il mondo in 10 minuti a 5 centesimi a transazione. Liberi dal sistema Bancario, liberi dai confini, liberi di partecipare alla vera innovazione.

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