Rabbiz, la startup italiana che ha in testa lo store della contabilità

Rabbiz è una delle 14 startup finaliste al CheBanca Grand Prix e vuole creare sistemi di contabilità in cloud costruiti su misura per ogni microimpresa e freelance.

Rabbiz_Team

Vogliamo rivoluzionare il modo di gestire la contabilità delle piccole realtà di business, delle microimprese (quelle con meno di 10 dipendenti e un fatturato al di sotto dei due milioni di euro ndr.) e dei liberi professionisti”. È quello che hanno in mente Diego Antonacci e il team di Rabbiz, una delle 14 startup finaliste al CheBanca Grand Prix (qui tutte le finaliste).

Rabbiz è una piattaforma per la fatturazione “Partiamo da questo servizio – spiega Antonacci –  perché è la necessità primaria dei nostri utenti. Inviarle ai clienti e controllare lo storico”.

La novità di Rabbiz però sta nel fatto che il software in cloud sarà totalmente personalizzabile, anche nei costi “Creeremo un vero e proprio store tramite il quale acquistare le funzioni che più servono all’impresa o al libero professionista”.

Il settore tuttavia è molto battuto “Siamo convinti che le esigenze aumenteranno col tempo – precisa Antonacci -. È bassissima la percentuale di realtà italiane che usano la fatturazione online. La maggior parte di loro utilizzano sistemi preposti ad altro come word ed exel, il che comporta un lavoro doppio oltre ad aumentare la possibilità di commettere errori”.

Il team composto anche da Elisabetta Fanelli, Giuseppe Santoro, Francesco Pavone e Nicola Sanitate lavora nell’Impact Hub di Bari ed è convinto che lo scenario dei servizi di contabilità online sia così embrionale che nei prossimi anni ci sarà un boom di richieste “Anche perché il lavoro dipendente sta sparendo a fronte di un aumento di partite iva”.

Il programma che Antonacci e soci prevedono di lanciare sul mercato a gennaio “Avrà un pacchetto free per esigenze base ideale per un freelance professionalmente giovane con pochi clienti e poche fatture emesse all’anno. Con Rabbiz potrà creare delle fatture corrette e graficamente belle visto che sono come un biglietto da visita”.

Ci saranno poi due pacchetti a pagamento. Quello “entry” pensato per aziende tipo web agency composta da 3 o 4 elementi con 1 o 2 anni di attività alle spalle. E quello “premium” pensato per un’azienda già consolidata come un’srl, da anni sul mercato, come uno studio di architettura con una persona che segue la contabilità “I soci dello studio potranno comunque seguire l’attività attività, ognuno con il proprio account”.

“Il nostro obiettivo è quello di supportare e crescere con i clienti –  continua Antonacci – per questo motivo abbiamo pensato allo store. Inoltreper noi sarà molto importante l’interazione con le banche. Stiamo pensando a uno strumento che si troverà nello store legato all’home banking in maniera che nel momento in cui si riceve un pagamento sia possibile aggiornare automaticamente la contabilità”.

Il commercialista non sparirà, resterà ancora lui ad occuparsi del bilancio “Quello è un ruolo che non abbiamo la pretesa di sostituire – precisa Antonacci – semmai di agevolarlo. Potrà supervisionare le attività dei clienti e segnalare eventuali errori. Non sarà costretto a correre dietro ai clienti per gli adempimenti come la consegna delle fatture ma prelevarle direttamente dal cloud”.

La prima versione di Rabbiz, nata dagli investimenti dei creatori, dovrebbe essere online a settembre con una versione per il test fatta all’interno della rete Impact hub in cambio di un anno di gratuità del servizio dalla partenza effettiva del servizio.

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