Uber sfonda quota 17 miliardi e smorza le polemiche: «Guadagni triplicati per i nostri autisti»

Il valore della società è aumentato di 5 miliardi in una settimana. Pubblicati i dati degli stipendi: la media negli Usa è 90 mila dollari l’anno.

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Mentre fronteggia le proteste dei tassisti che la accusano di concorrenza sleale nel settore dei trasporti, dopo la bagarre milanese è diventata Londra il teatro dei maggiori scontri, e si prepara a ricevere un finanziamento da 500 milioni di dollari la società californiana Uber, il cui valore avrebbe raggiunto i 17 miliardi, pone l’accento sugli aspetti positivi del suo servizio. E la butta sui soldi.

Secondo i dati pubblicati oggi sul blog l’applicazione porta nelle tasche degli autisti newyorkesi che lavorano almeno 40 ore alla settimana più di 90mila dollari all’anno. A San Francisco la cifra si aggira intorno ai 75mila. Si sta parlando di UberX, la sezione dell’app che nelle due città coinvolge gli autisti Ncc con le loro auto, non di lusso quindi. Secondo Business Insider si tratta del triplo del reddito canonico. Anche se il Washington Post sottolinea come Uber non tenga conto dei costi di manutenzione del veicolo, si tratta comunque di un risultato rilevante. Negli Stati Uniti Uber dichiara di procedere al ritmo di 20mila nuovi posti di lavoro – leggi: nuovi autisti – creati al mese. Sull’economia americana l’incidenza è di 28 miliardi all’anno, sempre secondo le informazioni fornite dalla società. Sarebbe interessante avere qualche dato anche sull’Italia per dare una dimensione più concreta al dibattito in corso: l’auspicio è che Uber decida anche qui di scoprire, se non tutte, alcune carte.

Ecco l’infografica con tutti i dati sull’impatto negli States.

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